È vero che gli amori nascono e muoiono. Non è vero, però, che questo accade senza dolore. La corrispondenza di amorosi sensi tra l'Aeronautica Militare e la città di Frosinone è al capolinea: nel 2025, come tra l'altro era stato già annunciato nei mesi scorsi, non solo la scuola di volo elicotteri trasmigrerà a Viterbo per dare vita a un reparto addestrativo interforze dell'ala rotante, ma anche l'Arma azzurra, dopo 82 anni, lascerà il capoluogo, rendendo la città orfana di una delle sue istituzioni più amate e che più lustro le ha dato negli anni. Senza tralasciare l'aspetto economico: 500 persone tra militari e civili che si trasferiranno in Tuscia con relativo depauperamento del tessuto economico già molto provato e danni collaterali ingenti per l'indotto.

La conferma del trasloco in toto è arrivata ieri dal Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, il generale di squadra aerea, Alberto Rosso, intervenuto al "Moscardini" per la cerimonia di consegna dei brevetti ai nuovi piloti formatisi al 72º Stormo di Frosinone.
«Il progetto di realizzazione di una scuola interforze a Viterbo - ha detto il generale Rosso - si sta progressivamente concretizzando. C'è una piena sintonia tra lo Stato maggiore dell'Esercito e quello dell'Aeronautica affinché si mettano insieme le risorse per condividere lo scopo di razionalizzare e ottimizzare. Purtroppo le contrazioni di personale e di risorse volute dalle leggi impongono dolorose rinunce e riduzioni.

Oggi, solo per dare qualche numero, l'Aeronautica Militare conta circa 40.000 unità di personale, ma entro il 2024 la consistenza dovrà essere ridotta a 33.800. In quest'ottica, appare evidente, che le riduzioni e gli accorpamenti sono il mezzo per raggiungere l'obiettivo dell'ottimizzazione. Tornando al progetto della scuola interforze, il percorso da seguire è importante e complesso e, sicuramente, almeno fino al 2025 Frosinone conserverà le proprie capacità e continuerà a svolgere appieno le funzioni fondamentali e importanti che assolve oggi. Questo vuol dire anche, però, che nel frattempo, dobbiamo iniziare a pianificare un progetto concreto che garantisca a Frosinone e a questa bellissima terra un indotto economico all'altezza dell'attuale situazione.

Ci vorranno dialogo e concertazione con tutte le istituzioni per individuare la strada migliore che porti pari livelli occupazionali e mantenga nel Frusinate capacità e sviluppo economico. Tutto ovviamente non legato alle attività dell'Aeronautica Militare, perché, altrimenti, verremmo meno a quei principi di razionalizzazione e accorpamento che ci sono stati imposti come modus operandi. Lo dico con amarezza e tristezza perché mi rendo conto di ciò che tutto questo comporta per il territorio e anche per le famiglie dei militari e dei civili che oggi sono qui. Non è una scelta facile, ma necessaria, così come è necessario sostenere il territorio. Sarà doloroso anche per noi distaccarci da questa terra, da questa gente tanto generosa e calorosa».

Che succederà, quindi, all'aeroporto? «La struttura - ha continuato Rosso - potrà essere riconvertita in altro. Non possiamo permetterci due scuole, dei doppioni in sostanza. Noi dobbiamo essere sinergici. Unificare linee di volo, istruttori con le altre forze armate consentirà sicuramente dei risparmi e andremo a farlo dove è più conveniente e logisticamente più comodo per ampiezza degli spazi e dotazioni infrastrutturali. La soluzione di Viterbo si è fatta preferire semplicemente perché lì, rispetto a Frosinone, ci sono maggiori spazi e dimensioni superiori e ci sono già due realtà importanti, consolidate sia dell'Aeronautica, con la scuola sottufficiali, sia dell'Aves dell'Esercito. Trasferire le stesse specialità e gli stessi spazi a Frosinone richiederebbe uno sforzo economico maggiore rispetto a quello che si sosterrà per Viterbo. Qui, tra l'altro, mancano quelle strutture che invece a Viterbo già sono presenti e che lì richiederebbero solo adeguamenti, mentre a Frosinone andrebbe fatto tutto praticamente da zero. In più le esigenze della nuova scuola interforze sono tali da essere incompatibili con le dimensioni dell'aeroporto di Frosinone».

«È chiaro - ha concluso il generale Rosso - che avere già una scuola sottufficiali, come è a Viterbo, significa avere già strutture e apparati collaudati in grado di sostenere senza contraccolpi e aggravi di costi l'assorbimento di altre realtà. Per essere più concreti: Viterbo riuscirebbe ad accogliere bene 500 persone in più, mentre decidere di spostare a Frosinone 2.500 persone comporterebbe costi esorbitanti non in linea con i principi di risparmio e spesa razionale». Con l'addio dell'Aeronautica, ora Frosinone potrebbe essere la migliore candidata per il centro interregionale della Protezione Civile per posizione geografica e infrastrutture.