Ancora un passo sul cammino che dovrà fornire soluzioni sulla sorte del Tracciolino. A giorni gli uffici della Provincia di Frosinone si metteranno in moto per chiamare intorno a un tavolo i sindaci nel cui territorio si snoda l'antica strada borbonica: a loro verrà detto quali sono le strategie pensate e da intraprendere per uscire fuori da un'impasse che dura ormai dal 1984 da quando, cioè, la paura della caduta dei massi la tiene chiusa al traffico.

Di sicuro emergeranno situazioni che avranno inevitabilmente un peso diverso dalle stesse valutate quasi quarant'anni fa: si pensi al traffico che, una volta messa in sicurezza la strada, ritornerà tra Casalvieri e Roccasecca ("servono dai 25 ai 30 milioni di euro" dicono a piazza Gramsci) e che vedrà transitare auto, nel migliore dei casi, su una carreggiata non più larga di cinque metri. Si spera che l'incontro ai massimi livelli tra tecnici della Provincia e dei Comuni interessati porti a soluzioni concrete, logiche e che lascino fuori dalla porta campanilismi e protagonismi.

La soluzione del problema Tracciolino porterà con sé anche quella delle Gole del Melfa, l'area montuosa che a sud separa la Valle di Comino dalla piana di Pontecorvo. Qui l'attenzione attirata dalla situazione che vive il corso d'acqua travalica gli interessi locali fino ad arrivare a Bruxelles, in quanto il sito è inserito nell'elenco delle Zone di protezione speciale (Zps) ma anche tra i Siti di interesse comunitario (Sic).
Restando in zona, il fiume Melfa, ma soprattutto la sua periodica carenza d'acqua, suscita molte polemiche e la richiesta di interventi a tutti i livelli.

Sotto accusa i prelievi d'acqua per gli usi più disparati (taluni, dopo l'uso, neanche ritornano nell'alveo d'origine): una condizione che sempre più spesso fa restare il Melfa a secco, nonostante la portata alla sorgente raggiunga valori di tutto rispetto.
In tutto ciò, nelle Gole del Melfa c'è una strada che continua a servire qualcuno: i pellegrini che in solitario o in gruppo percorrono il "Cammino di San Benedetto", un viottolo che sopravvive ai secoli e che si inerpica su per quei versanti e che farà parte del progetto di recupero del Tracciolino.