«Cerchiamo di spegnere l'odio in noi», con questo messaggio la famiglia del giovane Romeo Bondanese ha voluto ieri sera organizzare una commemorazione, ad una settimana da quella tragica sera in cui il giovane è stato accoltellato. Sullo slargo dove si trova quella panchina in cui è stato adagiato il 17enne subito dopo essere stato aggredito, si sono riuniti di nuovo i ragazzi, gli amici e alcuni familiari della vittima. A gestire l'organizzazione della commemorazione, oltre i cugini anche don Mariano Salpinone, parroco della chiesa di Don Bosco a Formia, diventato ormai punto di riferimento dei giovani.

Dopo un primo momento di silenzio, lo stesso don Mariano ha voluto dire due parole in memoria di Romeo con voce tremante e emozionata: «Romeo ha acceso una miccia di vita, l'ha accesa anche a me e mi ha dato tanto in questa settimana. Che questa morte sia una spinta per tutti. È passata solo una settimana da quando c'è stata questa "assurdità", come la definisco io, una cosa talmente impensabile da sembrare assurda, ma so che Romeo la luce l'ha vista e ora è giunto il momento difficile che occorra che Romeo vada per la sua strada, dopo aver condiviso la strada con voi.
Questa panchina, ora ricoperta di fiori e circondata di candele, tornerà ad essere vuota, tornerà ad essere appunto solo una panchina, ma per voi sarà sempre un mezzo grazie al quale avete legato la vostra vita a quella di Romeo, per sempre, e non sarà più la stessa.
Oggi tutti diciamo non dimenticheremo. Dobbiamo risvegliare soprattutto in noi adulti ad essere più uniti e ci muoveremo laddove sarà necessario».

E rivolto ai giovani che lo circondavano: «Non fermatevi, perché le strade sono vostre, perché Formia è vostra e io posso solo accompagnarvi». Le parole del prete hanno da subito lasciato il posto a quelle di un amico della vittima, poco più che ventenne, Michele Petrone, che è riuscito a mettere la sua rabbia la sua tristezza e tutte le sue emozioni in pochi versi, che sono poi diventati una canzone. Accompagnato dagli amici che tenevano il tempo, Michele ha cantato i versi dedicato all'amico scomparso: «È stato un modo per ricordare Romeo e per ribadire agli adulti cosa chiediamo come ragazzi».