C'è poco da dire, le acque rosse a un passo da via Lungofiume fanno impressione. L'anomala colorazione delle acque che attraversano un vasto appezzamento in territorio di Sant'Elia Fiumerapido, a pochi metri da Cassino, ha destato più di qualche perplessità.

E continua a sollevare dubbi, ora anche quelli della trasmissione di Canale Cinque "Striscia la notizia".
L'inviato Jimmy Ghione e la sua troupe hanno calpestato ieri mattina il vasto appezzamento, alle cui spalle c'è il fiume Rapido. Rilevando da un lato come più volte denunciato dagli ambientalisti persino la presenza di rifiuti sanitari degli anni '60 (dalla marca sui flaconi ancora leggibili) e dall'altro una vasta estensione di acqua la cui matrice risulta di color rosso vivo.

Presenti gli ambientalisti dell'Ansmi, di Fare Verde e dell'Anpana che da tempo hanno acceso i riflettori sulla questione, scoprendo questo "secondo fronte" di acque rosse. Per il primo, lo ricordiamo, era già scattato il divieto di coltivazione e pascolo. Disponibile il proprietario del terreno, il signor Arduino, che oltre dieci anni fa acquistò l'appezzamento per farne un'oasi naturale. Solo dopo la pulizia dell'area, però, dai canali emerse la colorazione anomala. Poi la richiesta a laboratori privati di eseguire analisi tecniche, dalle quali sarebbe emersa una forte percentuale di manganese. Ma non altro.

In seconda battuta, però, solo in un punto quello percorso ieri pure da Ghione sarebbero saltati fuori resti di rifiuti sanitari: boccette, agocannule e altro materiale forse seppellito negli anni '80, quando l'emergenza rifiuti coinvolse più parti del Cassinat, dalla zona contigua all'ospedale cittadino ai Panaccioni.

La troupe ha intervistato il proprietario dell'area (che si è detto disponibile a scavare e cercare), un medico e alcuni ambientalisti. Per poi recarsi dal sindaco. A breve la messa in onda del sevizio, atteso che tutti sperano in analisi mirate da parte degli organi preposti.