Palloncini, striscioni, applausi e lacrime, l'esecuzione dell'Alleluja con il solo violino. Ma soprattutto una condivisione intima e senza paragoni. Da spezzare il fiato. Nonostante l'accesso limitato dalla Prefettura, c'era l'intera comunità di Avezzano e anche una rappresentanza di Cassino ai funerali di Valeria Mella, del suo fidanzato Gianmarco Degni e degli altri due amici Gian Mauro Frabotta e Antonio Durante. Quelle sedie dei familiari dei quattro escursionisti dispersi per 26 giorni sul Velino e ritrovati nei giorni scorsi così intime nella camera ardente accanto alle loro bare disposte perfettamente nella cattedrale dei Marsi, quella quotidianità, quell'amore che supera anche la morte, ha commosso più di ogni altra cosa.

Un funerale difficile da celebrare, con le parole del vescovo Pietro Santoro a ricordarci di essere sulla terra solo mendicanti di luce: «Quando termirà questo percorso Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino, ci rivedremo!». Per Valeria, la venticinquenne di origini cassinati ma nata e cresciuta in Abruzzo, c'erano corone di fiori anche da Cassino. La sua terra d'origine non ha mai reciso il legame con il padre Vincenzo, luogotenente dei carabinieri ora all'Aquila, e con sua madre Gianna. E anche ieri la comunità cassinate ha fatto sentire la sua presenza. Come pure tutti i ragazzi dell'associazione culturale nella quale era impegnata, tutti i colleghi dell'università, quelli di un ristorante dove lavorava saltuariamente, tutti quelli con cui aveva condiviso il percorso da hostess.

Serrande abbassate, attività rinviate e bandiere a mezz'asta per le vittime. Pure degli escursionisti, che hanno dovuto lasciare le esequie per un'altra emergenza, erano lì. Bandiere a mezz'asta per il doppio lutto cittadino, attività rinviate e negozi chiusi. «Oggi qui ci sono i vostri familiari con il cuore attraversato dal dolore. Ci sono le istituzioni che hanno vissuto questi giorni, le donne e gli uomini dei soccorsi: una catena straordinaria di impegno. Ci sono i vostri amici che hanno accompagnato le vostre relazioni personali. C'è tutto il popolo di Avezzano e dell'intera Marsica che vi ha adottato come figli. Come fratelli, come amici. Una terra antica ma sempre capace di avere passioni alte mai estinte. Le speranze di uno, sono le speranze di tutti. Le sofferenze di uno, sono le sofferenze di tutti.
Voi quattro siete stati cercatori di meraviglie, di bellezza lungo i sentieri del Velino. Non vi siete fermati e avete continuato il viaggio lungo i sentieri infiniti dell'eternità» ha continuato il vescovo che ha concelebrato le esequie con tutti i parroci della Diocesi, nonostante le disponibilità siano arrivate da tutto l'Abruzzo.

«In primavera lungo valle Majelama si scioglieranno le nevi e spunteranno i fiori delle alture. Quanti torneranno a salire sul Velino potranno e dovranno guardare quei fiori e portare al cuore i vostri occhi sorridenti, quelli che abbiamo tante volte rivisto nei giorni dell'attesa. E guardarli nella vertigine del Mistero: quello che ci porta a dire che siamo tutti cresciuti nell'estate e nell'autunno della vita terrena, destinati a essere trapiantati, fiori sempre verdi, nei ceri nuovi e nella terra nuova.
Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino ci rivedremo!» ha affermato il vescovo.