Sono 41 i nuovi casi di Covid in Ciociaria, ma ci sono 5 morti, il dato peggiore da inizio mese. Negativi in tanto tutti i test finora effettuati per la variante inglese.
I decessi
La settimana, dunque, comincia come peggio non potrebbe. Cinque le vittime. Così tante in un solo giorno non se ne registravano dalle 7 del 31 gennaio. A febbraio i morti per Covid sono già 34, quindi più di due al giorno.
Gli ultimi sono una donna di 81 anni residente a Castelnuovo Parano, un uomo di 92 anni residente a Cassino, un uomo di 63 anni residente a Broccostella, una donna di 89 anni residente a Collepardo e un uomo di 83 anni residente a Veroli. Lunedì scorso le vittime erano state 4, anche se poi la settimana si era chiusa a 14, il minimo sindacale dal periodo 2-8 novembre quando si registrarono 8 decessi solamente.

La variante inglese
Al momento in Ciociaria c'erano solo sospetti. Casi di variante inglese non sono stati individuati. Alcuni casi che potevano dar adito al sospetto sono stati inviati per analisi più approfondite all'istituto Spallanzani di Roma. Tuttavia, i sei vetrini studiati hanno dato tutti esito negativo. Ragion per cui, allo stato, è escluso che casi di variante inglese si siano verificati in provincia. Resta, tuttavia, la guardia alta in ragione anche di quanto accaduto nella vicina Roccagorga, finita in zona rossa.
I nuovi casi
I 41 casi di lunedì sono il massimo per il giorno d'apertura della settimana dall'11 gennaio (45). Lunedì 8 febbraio erano stati 25, il 1° febbraio 34. Il dato risente peraltro di un numero di tamponi leggermente superiore alla media del lunedì. Infatti, i 347 test analizzati ieri sono il massimo dai 402 del 18 gennaio. Nelle due settimane precedenti, invece, si era rimasti sempre al di sotto dei 300 tamponi.

Va evidenziato che la scorsa settimana si è chiusa in crescita rispetto alle precedenti con una media giornaliera di 94,43 contro gli 87,57 di quella prima. Con questi numeri, la crescita dei contagi è del 7,83%.
A febbraio i nuovi positivi hanno superata la soglia dei 1.300 di 15 unità per una media di 87,66 ogni 24 ore. Media inferiore a quella dei quattro mesi precedenti, considerato che a ottobre si è attestata a 113,81, primo mese in tripla cifra, a novembre a 219,6, il picco, a dicembre di 111,87 e a gennaio a 101,42.
Da ottobre a oggi, ovvero dalla seconda ondata della pandemia, i casi sono 18.043 su un totale di 19.141. Ciò vuol dire che in questo lasso di tempo si è scoperto il 94,26% dei contagi della Ciociaria. La media da ottobre ad oggi è di 130,74 casi al giorno.

Il tasso
Il ridotto numero di tamponi incide sull'indice di positività, ovvero il rapporto tra positivi e test effettuati. Ieri questo dato si è posizionato all'11,82%, peraltro in linea con i valori delle passate settimane, chiuse, rispettivamente, a 11,13%, a 11,20% e a 11,19%. La media di febbraio è a 11,21, anche in questo caso simile all'11,13% di gennaio. Tuttavia, nella passata settimana, ci si è posizionati sul 13% in tre occasioni: l'11 febbraio con il 13,43%, il 12 febbraio con il 13,04% e il 14 febbraio con il 13,11%.
I guariti
Nel bollettino di ieri si contano 34 negativizzati. Per la quinta volta negli ultimi sei giorni si contano più positivi che negativizzati. E, infatti, la scorsa settimana si è chiusa con 661 nuovi casi e 538 guariti. A febbraio è stato sperato il numero dei 1.200 guariti, ora 1.208 ai quali si aggiungo, per il 2021, i 3.447 di gennaio pe run totale di 4.655. Da metà novembre, inoltre, si registrano circa 12.000 guariti.