Dal greco antico "poliu" (molti) e dal latino "amor" (amore) nasce una strana parola che la maggior parte di noi guarda ancora con circospezione: poliamore. Dall'etimologia della parola già è chiaro l'ampio significato che vi è dietro poiché il concetto di poliamore in sé è molto lineare. Infatti rappresenta una relazione di tipo amoroso dove i partner sono consenzienti nell'avere contemporaneamente altri rapporti di natura sentimentale. Il concetto diventa complesso nel momento in cui viene rapportato in una società ancora piena di dogmi e tabù.

Eppure non è sempre stato così. Infatti, agli albori delle prime civiltà umane, la monogamia non era contemplata. Difatti, grazie alle sue ricerche, l'antropologo svizzero Johann Jakob Bachofen in "Il Matriarcato" scoprì che la struttura delle antiche società era di stampo matriarcale per una questione di lignaggio familiare data dalla sola conoscenza sicura della madre biologica. Il poliamore, nonostante le origini antichissime, sopravvisse fino alle civiltà della Grecia e della Roma antica in cui non è difficile venire a conoscenza dei frequenti rapporti extraconiugali da parte di entrambi i sessi. Un chiaro esempio lo si trova nel "Simposio" di Platone in cui è presente un dialogo di Alcibiade, antico generale e politico greco, il quale esprime il desiderio di stare con Socrate.

Possiamo dire quindi che l'uomo è per natura poligamo e tendente al poliamore. L'esperienza della monogamia è stata poi costruita per garantire la paternità e in questo modo è stato introdotto un nuovo concetto di famiglia e amore. In modo particolare questa mentalità ha iniziato a diffondersi con l'avvento del cristianesimo che, pur non essendo la prima religione ad affermarlo, è stata la religione che più velocemente si diffuse nell'Impero romano e subito si abbracciarono i canoni morali espressi nella Bibbia in cui è considerato peccato provare un sentimento amoroso rivolto ad una persona che non sia il proprio partner. Recentemente rinasce come figlia della rivoluzione sessuale degli anni sessanta e portata avanti soprattutto dal movimento hippie e da quello sessantottino.

Tramite filosofi, scrittori e cantautori persiste nel tempo grazie alla critica dei vecchi costumi delle società antiche e col fine di rendere più libero l'individuo, sottomesso all'oppressione degli antichi dogmi. Nonostante tanti pensieri fossero sostenitori del poliamore, la società fatica ancora a comprendere il diverso e etichetta come sbagliato tutto ciò che si scosti da quella che viene reputata normalità, quando in realtà si possono amare più persone contemporaneamente. L'importante è essere sinceri con se stessi e aperti al dialogo con il proprio partner. Non bisogna soffocare i propri desideri e non dobbiamo sentirci limitati da chi abbiamo affianco. Seguendo la citazione in "Amore ai tempi del colera" di Gabriel García Márquez "si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze d'un casino". Bisogna quindi aprire queste porte e non farci intimorire dai sentimenti.