Morte di Michele Liburdi. Una consulenza medico-legale per stabilire le cause del decesso del cinquantaquattrenne di Giuliano di Roma, avvenuta il 22 luglio del 2018. Sotto accusa per omicidio preterintenzionale, il ventiquattrenne Matteo Verdicchio di Frosinone. Matteo Verdicchio, ha scelto di affrontare il processo con il rito abbreviato. Il giovane è difeso dall'avvocato Giampiero Vellucci, mentre gli eredi di Liburdi, si sono costituiti parte civile con gli avvocati Nicola Ottaviani e Marco Maietta.

Venerdì scorso è stata depositata la consulenza medico-legale. Il dottore Straccamore ha ribadito come il cinquantaquattrenne Liburdi stesse in buone condizioni fisiche e che, quindi, se non fosse stato colpito al ventre dall'imputato si sarebbe salvato.
Il giudice ha aggiornato l'udienza con rito abbreviato al prossimo 9 aprile.

La ricostruzione
Verdicchio è accusato di aver percosso, dopo una discussione avvenuta vicino a un bar sulla Monti Lepini a Patrica, Michele Liburdi, deceduto dopo aver accusato dolori addominali. Colpito, stando alle accuse, al termine di una discussione dapprima con un pugno sul viso, facendolo cadere contro un'auto parcheggiata dietro di lui, per poi continuare a colpirlo con pugni. L'uomo è poi morto lo stesso giorno, due ore dopo, a seguito di un'emorragia alla milza.

L'uomo aveva accusato forti dolori addominali tanto che i familiari, vedendolo sofferente, hanno cercato di accompagnarlo in ospedale. Erano in auto quando la situazione è peggiorata. Raggiunti dagli operatori del 118, il giulianese è stato accompagnato con un'ambulanza allo Spaziani, ma il suo cuore durante il tragitto ha cessato di battere. Sul suo corpo, però, i medici trovarono escoriazioni e diversi ematomi. Scattarono immediatamente le indagini degli agenti della squadra mobile per fare luce sull'accaduto.