La curva dei contagi resta stabile e alta in provincia di Frosinone nella cinquantesima settimana dall'inizio della pandemia. Ieri 114 nuovi casi: soltanto uno in meno rispetto a quelli di giovedì (115). Per la quinta volta in otto giorni si è andati in doppia cifra. È anche la terza consecutiva.

Inoltre resta molto alto anche il tasso di positività: su 874 tamponi effettuati i contagi sono stati 114. Il 13,043%. I negativizzati sono stati 86. Si è registrato un decesso. Sono passati 348 giorni dal primo caso di Coronavirus del due marzo 2020.

La situazione
Dicevamo che c'è stato un decesso: si tratta di un uomo di 67 anni residente a Isola del Liri. Sul versante dei contagi, a Sora 13 nuovi positivi e 3 negativizzati. Ad Alatri 14 casi e 6 guariti. A Cervaro 10 contagi e 4 negativizzati. A Frosinone 8 nuovi positivi e 5 guariti.
Quindi Isola del Liri: 8 casi e 7 negativizzati. Veroli: 6 casi e 4 guariti. A Ceccano 5 contagi e 7 guariti. A Ceprano 5 nuovi contagi, a San Vittore del Lazio 5 casi e 1 negativizzato. A Torrice 5 nuovi casi. Negli altri Comuni i nuovi contagi sono stati 32 ,i negativizzati 49.

Il trend
Questo l'andamento della cinquantesima settimana: 25 contagi l'otto febbraio, 79 il nove, 108 il dieci, 115 l'undici, 114 il dodici. Per un totale di 441 e una media di 88,2 nuovi casi ogni ventiquattro ore. La quarantanovesima settimana era andata in questo modo: 34 nuovi casi il primo febbraio, 73 il due, 119 il tre, 73 il quattro, 116 il cinque, 113 il sei, 85 il sette.
Per un totale di 613 contagi: la media era stata di 87,57 casi ogni ventiquattro ore. La quarantottesima settimana: 25 casi il venticinque gennaio, 83 il ventisei, 194 il ventisette, 79 il ventotto, 68 il ventinove, 71 il trenta, 90 il trentuno. Media di 87,14. Questo l'andamento completo delle ultime settimane: 1,14 nella ventitreesima e nella ventiquattresima, 5,85 nella venticinquesima, 14,14 nella ventiseiesima. E 6,2 nella ventisettesima. Poi 5,57 nella ventottesima. E 2,28 nella ventinovesima, 14,14 nella trentesima. Nella trentunesima 15, nella trentaduesima 29,14.
Proseguendo: 101,57 contagiati al giorno nella trentatreesima settimana, 183,28 nella trentaquattresima, 235,86 nella trentacinquesima, 292 (il picco) nella trentaseiesima, 224,28 nella trentasettesima, 225,71 nella trentottesima, 134,42 nella trentanovesima, 99,57 nella quarantesima, 106,28 nella quarantunesima, 106,28 nella quarantaduesima, 97,4 nella quarantatreesima.

Mentre nella quarantaquattresima media di 165.
Ancora: 119,85 nella quarantacinquesima, 88,14 nella quarantaseiesima, 82,57 nella quarantasettesima, 87,14 nella quarantottesima. Quindi le ultime due settimane: 87,57 nella quarantanovesima e 88,2 nella cinquantesima. Finora. Queste invece le medie mensili dei contagi: 13,8 casi al giorno a marzo, 7,63 ad aprile, 0,83 a maggio, 0,46 a giugno, 0,35 a luglio, 5,16 ad agosto, 7,43 a settembre, 113,8 a ottobre, quando i nuovi casi sono stati 3.528. Poi il boom a novembre, con 6.588 contagiati. Per una media di 219,66 ogni ventiquattro ore. A dicembre 3.468 contagi, per una media giornaliera di 111,87. In tutto il 2020 in provincia di Frosinone si sono registrati 14.681 contagi da Covid-19. E 266 decessi. A gennaio 2021, come detto, i contagi sono stati 3.144, per una media di 101,42.

Il dato mensile di febbraio è di 1.054 nuovi contagi in dodici giorni, per una media di 87,83 al giorno. A gennaio si sono registrate 73 vittime in trentuno giorni.
Una media di 2,35 ogni ventiquattro ore. A dicembre 98 morti positivi al Sars-Cov-2. Per una media di 3,16 ogni ventiquattro ore. A novembre erano stati 100: media di 3,33 al giorno. A marzo 2020 erano stati 25, ad aprile 23, a maggio 2, a giugno 8. Poi zero morti sia a luglio che ad agosto, 1 a settembre e 9 ad ottobre. Nel mese di febbraio i decessi sono stati 27 in dodici giorni. Media di 2,25 ogni ventiquattro ore.

Le fasi della pandemia
La prima ondata è durata dal due marzo al venti giugno.
Fino ad allora in Ciociaria c'erano stati 679 contagiati e 52 decessi. Poi un periodo, che va dal ventuno giugno al ventinove settembre, nel corso del quale i contagiati sono stati 400 e i decessi 7. La seconda ondata è iniziata il 30 settembre. Da quel momento in Ciociaria ci sono stati 17.801 contagi e 327 decessi. Cioè il 94,28% dei casi totali dall'inizio della pandemia. E l'84,71% dei decessi. Sul fronte dei contagi la seconda ondata è stata 26,21 volte superiore rispetto alla prima. Mentre per quanto riguarda i decessi, sono stati 6,28 volte maggiori.

Le altre cifre e gli indici
I guariti sono arrivati a quota 15.142. L'80,20% di chi ha contratto il virus. In isolamento domiciliare ci sono in questo momento 1.756 persone positive al Covid-19. Il numero dei contagiati in provincia di Frosinone è di 18.880. I decessi sono stati 386. I residenti nei 91 Comuni ciociari sono 489.083. Il tasso di mortalità misura il rapporto tra i morti per la pandemia e il numero degli abitanti. Significa che c'è stato un decesso per Coronavirus ogni 1.267,05 abitanti. L'attuale indice di mortalità è 0,078%. Dividendo invece il numero degli abitanti per quello dei contagiati, emerge che in Ciociaria ha contratto il virus una persona ogni 25,90 residenti. La percentuale è 3,86%. C'è poi l'indice di letalità, cioè il rapporto tra persone finora contagiate e decessi. La percentuale è del 2,04%. Vuol dire che si è registrato un decesso ogni 48,91 persone contagiate. Si tratta di cifre in evoluzione continua.

La variante inglese
Quasi il 20% dei casi positivi in Italia (1 su 5, per l'esattezza il 17,8%) appartiene alla variante inglese. È quanto emerge da un'indagine a campione prevista su oltre 3.500 tamponi, commissionata da ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (Iss) per monitorare la diffusione della variante. L'Iss e il Ministero hanno scritto: «In questa fase delicata dell'epidemia si conferma la circolazione diffusa di varianti virali a più elevata trasmissibilità nel nostro Paese». E ancora: «C'è una circolazione sostenuta della variante, che probabilmente è destinata a diventare quella prevalente nei prossimi mesi».

I test e sequenziamenti sono stati fatti a partire da due giorni consecutivi, il 4 e il 5 febbraio, e relativi a persone positive al tampone molecolare con data di prelievo nei giorni 3 e 4 febbraio. I campioni sequenziati sono stati in totale 852 per 82 laboratori(su oltre3.900 tamponi considerati e pre-selezionati), provenienti da 16 regioni e province autonome, ripartiti in base alla popolazione.
I campioni di variante inglese sono stati 495. Sono stati scelti garantendo una rappresentatività geografica all'interno della Regione e, quindi, del Paese. La disparità regionale è notevole: da meno di 1% in alcune zone, a Regioni con oltre il 50-59%. Secondo l'Iss l'introduzione della variante in Italia è ancora nelle prime fasi.

In Francia la prevalenza è del 20-25%, in Germania sopra il 20%. Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha spiegato: «Il dato di circa il 18% di prevalenza è in linea con quelli europei, ma sappiamo che la variante inglese nell'arco di 5 o 6 settimane potrebbe sostituire completamente o quasi l'altro ceppo attualmente circolante». Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha notato: «Quello che più ci preoccupa in questa fase è il fatto che viene segnalata ormai diffusa sul territorio nazionale la presenza di varianti virali. La più nota è la cosiddetta variante inglese.

Ma quelle brasiliana e sudafricana hanno anche un'altra mutazione, meno frequente, che deforma la conformazione della proteina spike e può ridurre parzialmente l'efficacia dei vaccini. Quindi dobbiamo sbrigarci con le campagne vaccinali e diminuire la velocità della circolazione virale a tutti i costi. La variante inglese, per quanto ne sappiamo, non diminuisce l'efficacia dei vaccini attualmente disponibili e la corsa alla vaccinazione è molto importante, ma si trasmette più velocemente e quindi è bene non allentare le misure di prevenzione e controllo. Dobbiamo rallentare infatti la velocità di circolazione del virus».

Silvio Brusaferro ha argomentato: «In Italia la curva ci indica una situazione stabile ma il numero di regioni che segnala un aumento nell'incidenza dei casi comincia a crescere. La popolazione più giovane sta contraendo l'infezione ed è un fenomeno che stiamo analizzando.
C'è una crescita inoltre dei casi asintomatici e paucisintomatici». Per quanto riguarda la provincia di Frosinone, al momento non sono segnalati casi di variante inglese. Ma è chiaro che la situazione è monitorata.

Spostamenti fra regioni
Il Governo uscente guidato da Giuseppe Conte ha deciso di prorogare lo spostamento tra le regioni fino al 25 febbraio. All'inizio doveva essere un provvedimento ponte di una settimana, poi si era ipotizzato di andare fino al 5 marzo «per uniformare le scadenze dei divieti».
Alla fine si è scelta la soluzione che consentisse al nuovo Governo, guidato da Mario Draghi, di decidere prima della scadenza del Dpcm, che è appunto fissata al 5 marzo.