Un settore e il suo decollo internazionale. Un territorio e la sua posizione diventata sempre più marginale. Gli ingredienti sono questi, imbanditi su un tavolo regionale che sta provando a creare bilanciamenti e prospettive. La terra "ai confini dell'impero" è quella cassinate, che fa fatica a cogliere occasioni o a tornare a essere area di investimenti come fu per l'università e per Fiat, unitamente ad altre filiere di rilievo.

Il settore è quello dell'automotive che con Stellantis sogna in grande davanti a una platea mondiale. Sul tavolo regionale, voluto e coordinato dal presidente del consiglio Mauro Buschini, si è archiviata la fase uno con la definizione di alcune traiettorie per la crescita del Cassinate e la corrispondente e possibile voce o area di finanziamento.

Grandi prospettive per l'automotive.
Può spiegare nel dettaglio le forme di finanziamento, le prospettive e i tempi? «L'automotive riferisce Buschini è diventata una delle azioni all'interno degli investimenti sull'innovazione della programmazione europea, questo vorrà dire che ci saranno molte risorse, adesso non possiamo dire con precisione quali e quante».

Può dettagliare di più?
«La programmazione europea della Regione, aggiornata ogni sette anni, si basa su azioni cardine che si inseriscono all'interno. Sulla base della programmazione territoriale e sulle potenzialità dei progetti, si andranno a decidere i settori di intervento.
Intanto l'automotive è inserita come punto cardine».

E adesso come si procederà?
«Bisognerà organizzare delle call anche per raccogliere gli assi più importanti di investimento, ogni territorio dovrà capire quali possano essere i principali settori di investimento. Il tavolo è importante proprio per questo, ha attori e potenzialità giusti per inviare progetti validi e condivisi. Poi a decidere sarà sempre la Regione in sintonia con la commissione europea».

E i tempi?
«I tempi di ogni programmazione sono legati ai progetti. Nei prossimi mesi avremo un quadro ancora più chiaro».

Quindi il tavolo e i suoi progetti sull'automotive sono capitati in un periodo propizio?
«Certo, la programmazione europea della Regione si fa ogni sette anni. E rispetto ad altri settori e ad altri territori, oggi possiamo dire che siamo più avanti, che siamo partiti prima. Per la prima volta stiamo facendo una organizzazione in cui in ogni settore sa cosa si vuole fare e chi lo deve portare avanti».

Un esempio di questa collaborazione?
«Stamattina risponde ancora il presidente del consiglio regionale del Lazio sono stato a visitare l'Itis di Cassino.
Innanzitutto sono rimasto a bocca aperta per la bellezza della scuola, per gli strumenti e per gli investimenti fatti, anzi penso che sia una delle più belle della regione.
Ora l'Itis di Cassino pensa di lavorare a una specializzazione sull'Energia. E c'è Stellantis che dedicherà proprio a questo una parte importante dei suoi investimenti, così invito al nostro tavolo anche l'Itis di Cassino perché se capisce qual è il settore sul quale nei prossimi anni si chiederanno figura professionali, allora è giusto ritrovarci tutti in un luogo di incontro tra domanda e offerta. Per la prima volta esiste un luogo dove si può dialogare, decidere, sviluppare. Questa è a finalità più grande, ecco perché mi sono convinto a tenerlo in vita in maniera permanente come un luogo di concertazione e di idee».

E riguardo alla programmazione regionale? «Abbiamo messo 50 milioni di euro per la viabilità industriale sul fondo di Coesione, abbiamo rifinanziato la legge 46 per tre milioni, ma nel corso dell'anno intendiamo mettere anche altre risorse. E poi, nel recovery plan, abbiamo inserito trasversale la Formia-Avezzano che costa un miliardo di euro».

Una sorta di risveglio del territorio rispetto alle sue possibilità di crescita. Bisogna dire che tanti tentativi ci sono stati nei decenni. Oggi sono attorno a un tavolo grandi attori. È la chance decisiva?
«Secondo me sì, perché per la prima volta non c'è l'idea che ci siano tanti attori e ognuno fa qualcosa, probabilmente il metodo usato finora non ha portato giovamento. Se penso che gli ultimi investimenti strutturali appartengono alle legge 46 epoca Marrazzo-De Angelis con le rotatorie. Oppure al centro logistico Cosilam. Come grandi investimento, intendo, siamo fermi lì. Ora c'è una grande occasione, delle risorse e un metodo diverso dal passato».

Che intende per nuova fase del tavolo regionale su Stellantis?
«La prossima settimana scriverò a Stellantis per avere un confronto diretto. Penso che se noi andiamo a conoscere più nel dettaglio che cosa vuole fare Stellantis, anche i nostri tanti investimenti potremo parametrarli al loro piano. È vero anche il contrario, se Stellantis ha una conoscenza dettagliata delle azioni che noi mettiamo in campo, può essere di impulso al loro piano. Gli uni devono conoscere i programmi degli altri e integrarli. Nell'ultima riunione abbiamo dato mandato al Cosilam di realizzare una sorta di foto, di biglietto da visita dell'area industriale, e come può essere trasformata con gli investimenti che stiamo mettendo in campo. Infine, altre tre cose, la prima è la sollecitazione raccolta dall'imprenditore Borgomeo per lavorare anche sull'idea che quell'area industriale sia una delle culle dell'economia circolare. La seconda riguarda l'Unicas che avrà il mandato di realizzare uno studio sull'indotto per capire come noi possiamo aiutarlo a non essere soltanto legato all'automotive con forme di diversificazione. Terzo punto, mi piace ribadirlo, è quello della formazione».