Droga spacciata in via Bellini a tutte le ore, ma anche droga che entrava nel carcere di Frosinone.
Sono le accuse contestate a un'associazione a delinquere con base nel quartiere Scalo di Frosinone. Il 26 marzo per i 16 imputati è fissata l'udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Roma, Alessandro Arturi, trattandosi di reati di competenza della procura distrettuale antimafia.

Il pm Simona Marazza ha chiesto il processo per gli albanesi Andrea Kercanaj, 43 anni, e Orgest Mansi, 31, Simona Paniccia, 38, Stefano Chiari, 42, Roberta Paniccia, 34, Claudio Gargano, 43, Alfredo Lauretti, 37, Alessandro Ardovini, 37, Domenico Paniccia, 30, Leandro Cupido, 36, Milard Durac, 29, Giuseppe Paniccia, 35, Sonia Troise, 29, di Roma, Claudio Sarli, 55, di Piglio, Eros Quilli, 37, di Alatri e Omar Ben M'Sallem, 29, difesi dagli avvocati Riccardo Masecchia, Alessandro De Federicis, Tony Ceccarelli, Giampiero Vellucci, Angelo Pincivero, Marino Iacovacci, Marco Maietta, Simonetta Galantucci, Franco Collalti e Carmela Marzella.

Tutti sono accusati di associazione a delinquere per aver messo in piedi - in base alle accuse raccolte dalla squadra mobile di Frosinone - «una struttura organizzata con diversità di ruoli e funzioni» per commettere «reati di acquisto, trasporto, detenzione e cessione illecita di cocaina, hashish e marijuana con base operativa» in via Bellini 4 «ove garantivano senza soluzione di continuità la cessione di sostanze stupefacenti ad un numero indeterminato di clienti mediante la predisposizione di turni h 24», nonché «all'interno della casa circondariale di Frosinone, vi introducevano con continuità sostanza stupefacente a sua volta destinata ad essere ceduta ai detenuti e ciò grazie al contributo stabile - sino al suo arresto - dell'agente di polizia penitenziaria Sarli e, successivamente, di Troise, compagna di Quilli, ivi detenuto».

Secondo gli investigatori a capo del gruppo vi era Kercanaj che «dirige finanzia ed organizza, coordinandone stabilmente l'attività... curando in prima persona i rapporti con i fornitori delle sostanze stupefacenti e garantendo assistenza legale ai membri dell'associazione oltre che impartendo agli associati le direttive... in ordine agli approvvigionamenti, al trasporto, al deposito e alla custodia della droga, ai prezzi» e alle «modalità di spaccio e di gestione degli introiti».
Contestati poi alcuni episodi di corruzione finalizzati allo spaccio all'interno della casa circondariale di Frosinone.