Il cronoprogramma c'è. Più solido che mai. E non riguarda solo la vasta frana di San Michele, tornata di recente alla ribalta dopo l'ennesimo smottamento. Con l'affidamento degli studi geologici e della progettazione si interverrà su tutti i siti finiti sotto la lente per gli smottamenti registrati a Cassino. Il più grande, proprio quello di San Michele, da cui lunedì tempo permettendo si partirà.

Sicuramente il maltempo di questi giorni non ha aiutato: la terra continua a cedere. Come continui sono stati i sopralluoghi dei residenti insieme al sindaco Salera, al vice presidente della commissione Ambiente, Riccardo Consales, e ad alcuni tecnici. Ora si entra nel vivo con l'avvio della fase operativa.

La messa in sicurezza riguarderà in effetti le zone interessate da smottamenti in via Pinchera, a Caira (come nella zona del Vallone), Monte Maggio, Sant'Angelo e Campo di Porro. L'affidamento dei lavori è stato fatto nei confronti di cinque ingegneri che si occuperanno della parte progettuale degli interventi.
Ma i primi a mettersi all'opera saranno i geologi designati: a loro spetterà il compito di eseguire tutte le indagini che sito per sito, in base all'asset to geologico permetteranno di capire l'entità reale dei movimenti franosi.

Ovviamente quello di San Michele è il più vasto. «Fatte tutte le indagini necessarie, il modello geologico permetterà di proseguire con la progettazione delle opere per mettere in sicurezza tutte le zone» ha spiegato Riccardo Consales. Per fare questo si partirà con dei carotaggi e delle indagini geofisiche a cui faranno da contraltare i rilievi sul posto: «Con i carotaggi si potrà conoscere la geologia del territorio, poi verranno eseguiti altri rilievi per ricostruire l'assetto geologico ed idrogeologico dell'area. Poi ancora l'analisi di stabilità - ha continuato Consales che permetterà in un secondo momento di eseguire in maniera corretta il progetto vero e proprio della messa in sicurezza».

I sondaggi a San Michele punto di partenza delle attività saranno da quattro a sei. Verranno inoltre installati degli strumenti che permetteranno di monitorare il movimento del terreno nel tempo, oltre alla misura dell'acqua per capire come oscilla il livello di falda anche a seconda delle piogge.

«A San Michele, ad esempio, ci sarà un piano di monitoraggio prima e dopo l'opera anche per capire, oltre alla strutturazione degli interventi, anche la tempistica di risoluzione» ha concluso il vice presidente della commissione Ambiente.