Polo artigianale: il progetto non decolla e l'ex sindaco Giovanni Sorge attacca. «Era il 18 aprile 2012 quando ponevamo la prima pietra dell'opera che avrebbe dovuto garantire il rilancio dell'economia locale - tuona Sorge - L'intervento prevedeva un investimento di circa 1.600.000 euro di cui 600.000 finanziati dalla Regione Lazio, la restante parte coperta da mutuo. Io ero in prima fila al taglio del nastro inaugurale per l'apertura del cantiere, al mio fianco c'erano assessori, consiglieri e sindaci dei comuni del comprensorio, oltre all'Unione industriale, il parroco e tanti cittadini, tutti fiduciosi nel successo del progetto del polo, occasione di rilancio dell'economia locale».

Da allora, però, tutto è rimasto fermo. Sorge ricorda: «Il polo artigianale era stato fortemente voluto dalla precedente amministrazione Russo ed io, con orgoglio per la mia terra, avevo deposto la prima pietra, avevo creduto nel progetto e dato continuità al piano ereditato dai miei predecessori. Ebbene, ne sono passati di anni, l'intervento è stato finalmente ultimato, ma il progetto non decolla. L'amministrazione stava valutando le modalità di cessione dei moduli ad artigiani interessati, ma questa fase di studio è interminabile, tanto che la struttura permane chiusa, con il concreto rischio che diventi obiettivo dei vandali».

Da qui la sua accusa: «Reputo che si stia perdendo tempo e denaro, oltre a negare al territorio un'occasione di sviluppo imperdibile. Circa un anno fa i lavori sono stati conclusi e bisognava essere già pronti a strutturarne l'organizzazione e la gestione ed invece no. Tanto per essere coerenti con i tempi biblici, già seguiti nella fase di realizzazione durata circa sette anni, ci si è fermati e si continua a mantenere tutto bloccato.

Cosa sta aspettando Galli? - chiede Sorge - L'economia è in ginocchio e ogni opportunità di sviluppo e rilancio deve essere promossa, è doveroso per un'amministrazione garantire servizi, progettare, ma anche far decollare le opere su cui si è investito denaro pubblico». E conclude: «Mi auguro che il polo artigianale non diventi strumento di campagna elettorale e che l'assegnazione dei moduli non venga effettuata a ridosso della scadenza del mandato».