«Gli eroi non sono quelli sui fumetti, quelli che volano oppure quelli dotati di superpoteri. I veri eroi, quelli che si battono a costo di salvare vite e anime, siete voi». Sono alcune parole scritte nero su bianco e fatte arrivare a tutto il personale medico insieme a un disegno con un colorato "grazie" e raffigurante due medici che mostrano la mascherina sia sui volti sia tra le mani.

La lettera pubblicata integralmente sulla pagina Facebook della Asl di Frosinone è stata scritta dagli alunni del Comprensivo Veroli 2. «Cari medici, infermieri, operatori sanitari, vogliamo ringraziarvi per il lavoro che svolgete ogni giorno con determinazione e professionalità - si legge nella missiva - Ascoltando le interviste e le testimonianze di voi professionisti in prima linea, abbiamo compreso le vostre paure, le vostre angosce e soprattutto la vostra determinazione nell'esserci sempre dalla parte del paziente e delle loro famiglie. Abbiamo visto tanti di voi in lacrime mentre raccontavano le emozioni vissute ogni giorno in reparto: pazienti intubati, macchinari che suonano, decessi, uomini e donne in lacrime nel non poter vedere i propri cari.

Molti di voi hanno paura di contagiare i figli e tutte le persone care e per questo sono costretti a rifiutare un abbraccio e molte volte, dormire altrove. Avete dedicato giornate e nottate a guarire e a lavorare sodo per far tornare la nostra città, Frosinone, l'Italia e il mondo, un posto migliore. Anche noi a scuola portiamo avanti un progetto dal titolo: "Con... tatto amico" che prevede di individuare persone sole e anziane e di contattare telefonicamente. Abbiamo già cinque persone di cui ci prendiamo cura, a cui siamo legati da un profondo affetto. Il virus, per quanto forte possa essere, non ci fermerà mai».

E sulla pagina Fb dell'Asl il grazie agli alunni. «Abbiamo ricevuto questa lettera dai ragazzi dell'Istituto comprensivo Veroli 2 e decidiamo di pubblicarla integralmente, senza aggiungere altro. Perché certe parole, certe emozioni, il dolore e le sofferenze di questi mesi, l'affetto di questi ragazzi e di tutti i cittadini che sentiamo vicini ogni giorno, l'impegno e la stanchezza di tutti noi operatori sanitari stremati ma mai rassegnati. Questo, tutto questo, non può essere spiegato. Come la nostra gratitudine, la spinta a continuare nel nostro lavoro e la certezza, non semplice speranza, che presto potremo dire di esserci lasciati alla spalle tutto questo».