Violenta aggressione in via Garigliano, a Cassino, domenica sera. Due uomini, non parenti tra loro ma residenti nella stessa zona, intorno all'ora di cena sono stati colpiti da una persona che con un corpo contundente li avrebbe pestati per poi fuggire. Una brutalità senza apparenti spiegazioni. La ricostruzione dei fatti è tuttora in corso da parte dei carabinieri della Compagnia di Cassino, guidata dal capitano Giuseppe Scolaro, che stanno mettendo insieme i dettagli di una storia particolarmente confusa.

Il primo elemento certo è il numero di persone ferite finite in ospedale: due giovani di 23 e di 26 anni di Cassino. Uno dimesso poco dopo, l'altro tenuto in osservazione anche ieri, conferite che potrebbero portare a una prognosi superiore ai trenta giorni.
Il secondo elemento certo su cui si stanno concentrando i militari dell'Arma è la tipologia delle ferite provocate sì da calci e pugni ma anche da un bastone: potrebbe essersi trattato di una mazza da baseball come pure di un manico di scopa. Poi c'è l'assenza apparente di una motivazione e la altrettanto apparente mancanza di reazione. Ma le indagini sono aperte e si attendono sviluppi.

Le prime informazioni che hanno fatto seguito all'aggressione hanno raccontato di una rissa vera e propria con una partecipazione più alta di quella poi riscontrata e l'utilizzo persino di vetri forse bottiglie rotte per ribadire le proprie ragioni. Sul posto nell'im mediatezza, oltre ai carabinieri, sono giunti i militari della Guardia di finanza, gli agenti di Polizia, vigili del fuoco e 118. La scena descritta nella richiesta di intervento non lasciava immaginare nulla di buono.
All'arrivo di soccorritorie forze dell'ordine, però, c'erano i due feriti e molta confusione sull'accaduto.

Trasferiti in ospedale, la loro versione dei fatti racconterebbe tutt'altra verità: l'arrivo di una terza persona sconosciuta che, armata di bastone, li avrebbe aggrediti per poi dileguarsi. La prima domanda è perché. Perché uno sconosciuto dovrebbe attuare una simile spedizione punitiva? Rancori personali, fattori sentimentali, debiti, droga? O la necessità di "mostrare i muscoli" e di agire per conto di altre persone? Al momentosono possibili solo mere ipotesi. Strana anche l'assenza di reazione da parte delle vittime: ulteriore elemento su cui i militari dovranno scavare. Tutte, ma proprio tutte le piste restano aperte. Si cerca l'aggressore.