Sembrava giunta all'atto finale la vicenda degli espropri dei terreni non pagati dal Comune, vicenda che in alcuni casi si trascina dagli anni Sessanta, e invece c'è una coda. Ci riferiamo in particolare all'esproprio dei terreni una volta di proprietà della famiglia Pagnani: è successo che, nonostante il Comune abbia pagato gli espropri sborsando ("in assenza di opposizione", sottolinea l'atto di determina) ben 1.397.542 euro, ora, dopo un ricorso presentato dagli espropriati (al Tar di Latina e al tribunale di Cassino) per il ritardo col quale l'ente di piazza Saturno ha proceduto con l'acquisizione sanante dei terreni nel frattempo trasformati per essere stati edificati, è stata quantificata un'ulteriore somma da corrispondere agli ex proprietari: 168.434 euro.

Di pari passo è stato deciso un altro pagamento, questa volta per i terreni espropriati alla famiglia Tutinelli, terreni che non furono acquisiti al patrimonio comunale nei tempi indicati dalle norme: qui la somma da versare agli eredi Tutinelli è di 149.637 euro.
Dunque, non cessano le brutte notizie per i contribuenti atinati che da anni sono chiamati a ripagare mutui a suo tempo contratti. L'esproprio Pagnani, il più oneroso (finora), iniziò nel 1989 con l'occupazione di 50.000 metri equadrati e dopo qualche anno partirono le carte bollate con i ricorsi per far valere le ragioni dei proprietari, tutte accolte, e che portano le casse comunali a indebitarsi per quasi un 1.400.000 euro.

Una situazione che, prima o poi, dovrà essere chiarita.
Chiarimento peraltro già sollecitato dal consigliere indipendente Quirino Di Paolo, che ha chiesto l'istituzione di una commissione consiliare di indagine «che quantifichi tutti i debiti fuori bilancio derivanti da atti di esproprio e occupazione di urgenza, ciò consentirà di tirare una linea ideale di demarcazione tra il periodo storico attuale e il passato».
Chissà se alla richiesta seguiranno i fatti; a quella avanzata nel 2003 per gli stessi motivi nulla seguì. Resta lo smisurato debito che i cittadini atinati pagheranno per i prossimi anni.