Caso Sangalli, reati quasi tutti prescritti. Restano in piedi solo un'ipotesi minore per la quale il pm Adolfo Coletta ha chiesto un anno all'ex assessore Amedeo Mariani per aver promesso posti di lavoro in campagna elettorale.

Sotto accusa erano finiti l'allora assessore e sua moglie Carla Salvatori, quale responsabile del procedimento per la raccolta dei rifiuti a Ferentino, entrambi difesi dall'avvocato Vincenzo Galassi. Per il pm, i due, «al fine di guidare le procedure di gara di appalto per la raccolta Rsu nel Comune di Ferentino, di favorire l'affidamento del servizio all'impresa Sangalli Giancarlo & c.srl e di assicurare alla stessa impresa la continuità della gestione nonché le eventuali proroghe del servizio, accettavano la promessa e ricevevano da Giancarlo Sangalli l'importo pari all'1% del valore della gara, e perciò l'importo di 73.250 euro che gli veniva corrisposto in data imprecisata, ma comunque prossima all'agosto 2008».

Per questi fatti il pm ha evidenziato che, tutt'al più, si sarebbe potuto contestare un'induzione indebita a dare o promettere utilità, reato però introdotto solo nel 2012, da qui dunque la richiesta di considerare la vicenda prescritta, così come quella di cinque anni dopo. Quest'ultima è relativa, secondo l'accusa, all'ostruzionismo per ritardare l'iter della nuova gara, «facendo in modo che il Comune di Ferentino procrastinasse il servizio» affidandolo alla Sangalli per un altro anno.

A Mariani contestata un'ipotesi di millantato credito presso sindaci, assessori e funzionari di Comuni, per la «sua influenza su personaggi della politica locale esponenti del Partito Democratico» sempre in relazione alla possibile aggiudicazione in altri Comuni di appalti alla Sangalli. Anche qui il caso è considerato prescritto. Il pm ha poi chiesto l'assoluzione per Mariani e Salvatori in relazione a un tentativo di concussione ai danni di un cittadino per una cappella cimiteriale.

Infine, l'unico episodio per il quale l'accusa ha chiesto la condanna a un anno è relativo alla promessa di due posti di lavoro in cambio di voti alle elezioni del 2013.
Per il Comune di Ferentino si è costituito parte civile l'avvocato Calogero Nobile. Nello stesso processo è confluita poi un'altra vicenda, di falso ideologico, in relazione a un accertamento dell'agenzia delle entrate.
In questo caso il pm ha chiesto la condanna a due mesi per cinque di Ferentino, Frosinone, Alatri e Sora e, a uno di loro, anche di un anno per truffa sempre ai danni dell'Agenzia. Questi ultimi sono difesi dall'avvocato Antonio Perlini. L'udienza è stata aggiornata al 5 marzo per la discussione delle difese.