Primo weekend in giallo per il Lazio dopo che, da lunedì, è stata abbandonata la fascia arancione. La situazione viene monitorata con estremo rigore per evitare il ripetersi di situazioni di rischio e assembramenti già visti la domenica passata all'annuncio che si sarebbe tornati in fascia gialla.

Non a caso saranno intensificati i controlli nei luoghi della movida e nei centri storici. Nelle grandi città gli accessi ai centri storici saranno contingentati e saranno utilizzate anche delle transenne antiassembramento per far meglio defluire i passanti.

L'assessore regionale alla Sanità Alessio D'amato spiega: «È il primo weekend in zona gialla e bisogna rispettare le regole, evitare gli assembramenti. Non vanifichiamo il lavoro fatto finora». L'Rt nazionale intanto si posiziona a 0,84, stabile, come sette giorni fa.
Tuttavia la cabina di regia evidenzia un leggero peggioramento della curva epidemiologica.

L'Rt del Lazio è a 0,80, mentre l'Umbria ha il dato più elevato con 1,18. A seguire la provincia di Bolzano con 1,06 e il Friuli Venezia Giulia con 1,03. A scendere le altre regioni, tutte sotto l'1, ma l'Abruzzo e Toscana sono vicine al limite, con rispettivamente 0.99 e 0.98.
La cabina di regia rileva che «l'incidenza a livello nazionale si mantiene sopra il valore di 130 casi per 100.000 abitanti nei 7 giorni e, in almeno uno dei flussi del ministero e dell'Istituto superiore di sanità, 13 regioni evidenziano un trend di casi in aumento. La trasmissibilità, sebbene in media simile alla scorsa rilevazione, presenta questa settimana un range che arriva a superare 1 nel suo valore superiore».

Passano da 3 a 1 le regioni con rischio alto e scendono da 10 a 7 quelle con rischio basso. La cabina di regia teme «un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero rigorosamente messe in atto adeguate misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale». Per quanto riguarda le fasce, la Sardegna torna in giallo, mentre Puglia, Sicilia e provincia di Bolzano rimangono arancioni. dati alla mano, l'Umbria rischia di finire in zona rossa.

Nel Lazio, fa sapere l'assessore Alessio D'Amato, «diminuiscono i casi, i decessi, i ricoveri e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 9%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende al 3%. I casi a Roma città sono a quota 500». Quindi i numeri: «su oltre 11.000 tamponi nel Lazio (-1.440) e oltre 18.000 antigenici per un totale di quasi 30.000 test, si registrano 1.141 casi positivi (-33), 36 i decessi (-6) e +2.310 i guariti. Nella Asl Roma 1 sono 204 i casi nelle ultime 24 ore e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Sono tredici i ricoveri. Si registrano sei decessi con patologie.

Nella Asl Roma 2 sono 265 i casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Centoundici i casi su segnalazione del medico di medicina generale. Si registrano dieci decessi con patologie. Nella Asl Roma 3 sono 38 i casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Sono due i ricoveri. Si registrano sei decessi con patologie. Nella Asl Roma 4 sono 69 i casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano tre decessi con patologie. Nella Asl Roma 5 sono 104 i casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Nella Asl Roma 6 sono 136 i casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano sei decessi con patologie. i casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare.

Nella Asl di Viterbo si registrano 37 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare. Nella Asl di Rieti si registrano 21 casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto», conclude D'Amato.