Una storia d'amore intensa, come solo i primi grandi progetti a due possono essere. Eterni nell'idealizzazione di un sentimento che nessuno potrà comprendere, coinvolgenti come difficilmente sarà possibile. Ma come tutte le cose straordinarie, la loro fine è segnata da grande sgomento. Così i due ragazzini, ancora minorenni, si lasciano e inizia il calvario. Lui non lo accetta, torna alla carica più e più volte. Lei non ne vuole sapere. Quando il ragazzo capisce di non avere più alcuna chance diventa furibondo e inizia a creare account a nome della sua ex, pubblicando foto intime con "annunci" davvero poco edificanti.

Questo è l'inizio di una brutta vicenda giudiziaria, aperta davanti al Tribunale dei minori e ieri, per l'ultimo episodio commesso quando il ragazzo era appena maggiorenne, anche davanti al Tribunale di Cassino.
Secondo quanto denunciato dalla giovane del Cassinate, rappresentata dall'avvocato Emiliano Mignanelli, la fine della storia d'amore con un ragazzo di un Comune vicino, conosciuto a scuola, era diventata un vero incubo. Prima i pedinamenti, poi le sfuriate sotto casa. E le poco velate minacce: tutti episodi, almeno una decina finiti un fascicolo per stalking e altri reati pendente a Roma.

Poi, secondo le accuse, avrebbe aperto una serie di account Instagram a nome della ex, veicolando dagli stessi foto hot e persino alcune senza veli, con annunci e telefono a corredo. Account nati e scomparsi nel giro di poco, come se la vittima li avesse creati e cancellati a ritmo serrato. Dopo la denuncia, la Polizia postale ha avviato (dal 2017) mirate indagini per risalire agli id, ai numeri di telefono e agli elementi in grado di portare al vero autore dei profili hot.

Durante una delle perquisizioni, vennero anche sequestrati al ragazzo due cellulari e un pc, oltre a ritenere necessaria anche l'escussione dei compagni di classe e degli amici. La prossima udienza a carico del giovane (accusato davanti al Tribunale di Cassino di sostituzione di persona e pedopornografia) è stata fissata al 27 maggio per ascoltare la madre della vittima.