Oggi pomeriggio, alle 15, si è insediato il Tavolo di filiera della canapa industriale, istituito il 17 dicembre scorso presso il Ministero delle Politiche Agricole.
All'incontro, svolto in video-conferenza, hanno partecipato i 48 componenti dell'organismo, selezionati attraverso il percorso di concertazione condotto dal sottosegretario Giuseppe L'Abbate.

Al tavolo, con una durata triennale e compiti consultivi e di monitoraggio, sono intervenuti i rappresentanti dei Ministeri dell'Interno, della Salute, dello Sviluppo economico, dell'Am biente, dell'Agenzia delle Dogane, dell'Arma dei carabinieri, oltre ai tre dipartimenti del Mipaaf e agli enti vigilati Crea, Ismea e Agea. Le Regioni sono state rappresentate da Puglia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Umbria e Veneto.

Per il mondo produttivo, invece, sono stati presenti sei organizzazioni professionali agricole, quattro centrali cooperative, sei organizzazioni di rappresentanza nazionale, più altre sei associazioni della canapa e due portatori di interessi. Infine, per il mondo scientifico, hanno partecipato le Università "La Sapienza" di Roma e gli Atenei di Modena e Reggio Emilia.

«Avviamo il confronto nel settore per pianificare le scelte future dirilancio esostegno delle produzioni nazionali di canapa - ha dichiarato L'Abbate -. Il comparto potrà contare anche su una parte dei 10 milioni stanziati nell'ultima Legge di Bilancio». L'Italia con oltre 4mila ettari, è seconda in Europa dopo la Francia (17.900), nella produzione comunitaria di canapa industriale. Rispetto al 1993, la crescita europea è del 614%, con più di 50mila ettari.