Rispetto rigoroso delle categorie da vaccinare. E quindi anche dei tempi. Il Prefetto Ignazio Portelli lo ha ribadito lunedì sera nel corso di una riunione alla quale hanno preso parte i rappresentanti delle Forze dell'ordine e il direttore generale della Asl Pierpaola D'Alessandro. Da alcune settimane la Prefettura ha avviato degli accertamenti dettagliati per capire se a beneficiare di alcune dosi dei vaccini della Pfizer siano stati dei "furbetti".

Persone che cioè non ne avevano diritto e che avrebbero dovuto aspettare il proprio turno. Dosi riservate invece a chi nella "guerra" al Covid è in prima linea. La Prefettura sta controllando gli elenchi delle somministrazioni effettuate. Sarebbero alcune decine le situazioni sotto la lente di ingrandimento. Al termine di questo lavoro di raccolta e di controllo dei dati (anche attraverso l'incrocio degli stessi) verrà stilato un rapporto con tutti i risultati. Ignazio Portelli deciderà quindi i passi successivi, compreso l'eventuale invio del report alle Procure della Repubblica, chiamate a valutare la configurazione o meno di reati o illeciti.
La Prefettura ha voluto segnare dei confini molto netti: soprattutto in questa fase, dove si registra una riduzione delle dosi di vaccino della Pfizer, è assolutamente necessario che la profilassi riguardi esclusivamente quelli che ne hanno diritto. Rispettando scrupolosamente l'ordine stabilito. Non possono essere consentiti "salti della fila" o somministrazioni di dosi a figli, mogli, mariti, parenti e amici che invece avrebbero dovuto o dovranno aspettare il proprio turno. Perché il punto è anche questo e Portelli lo ha sottolineato più volte.

Esiste un piano vaccinale che sicuramente dovrà essere rivisto, ma che comunque ha fissato dei punti fermi. La campagna di vaccinazione è cominciata con la somministrazione delle dosi agli operatori sanitari e sociosanitari, al personale e agli ospiti dei presidi residenziali per anziani, quindi agli anziani over 80. Dovrà proseguire con la profilassi per le persone in età compresa dai 60 ai 79 anni. E poi con la popolazione con almeno una comorbilità cronica. Ma ci sono anche altre categorie da sottoporre a vaccinazione: forze dell'ordine, insegnanti e personale scolastico, personale delle carceri e dei luoghi di comunità. Il Prefetto ha detto che l'ordine dovrà essere rispettato scrupolosamente.

Sul versante delle dosi di vaccino somministrate, nel Lazio si è superata quota 200.000. Alle 19.15 di ieri erano 201.071. Mentre le persone vaccinate (quelle cioè alle quali sono state somministrate le due dosi) sono 78.227. In provincia di Frosinone somministrate 15.345 dosi. L'Azienda Sanitaria Locale sta sensibilizzando i sanitari a diffondere i volantini che contengono tutte le informazioni utili per quanto riguarda la prenotazione del vaccino per gli over 80. In questo momento i punti vaccinali attivi alla Asl di Frosinone sono quelli presenti nei presidi ospedalieri di Frosinone, Alatri, Sora e Cassino. Sono invece in fase di attivazione, in base all'andamento della fornitura dei vaccini, il presidio sanitario di Anagni, la Casa della salute di Atina, il Distretto di Frosinone di viale Mazzini e la Casa della salute di Pontecorvo.

Siamo indubbiamente in una fase importante e molto delicata. Il piano vaccinale è destinato a cambiare a causa della riduzione delle dosi, ma è prioritario non fermarsi.
Le Regioni si stanno organizzando con l'obiettivo dei grandi numeri. Sia sul versante di chi somministrerà le dosi, sia su quello delle strutture aggiuntive che dovranno affiancare le Primule. L'obiettivo non cambia: la vaccinazione di massa nel più breve tempo possibile.