La crisi, le ferite sociali, i tempi difficili cambiamo radicalmente prospettiva. Oltre al dolore c'è sempre la fiammella della speranza accesa. E la stessa crisi può diventare occasione per cogliere e far crescere aspetti prima poco considerati. Ricco lo scambio tra vescovo e comunità, a Vallerotonda. Come pure tra vescovo e istituzioni. Dapprima le celebrazioni delle sante messe nelle chiese Santa Maria Assunta, Santa Maria Goretti e Santa Maria Addolorata, giovedì sera alle 19, insieme ai parroci, al comandante della locale stazione Carabinieri e al comandante della polizia municipale, Antonazzo si è recato in Comun portando parole di conforto, di speranza e di fede cristiana.

«Un gesto che assume una valenza straordinaria vista la situazione difficile che stiamo tutti vivendo a causa del Covid-19», ha subito detto il sindaco Giovanni Di Meo. E proprio il primo cittadino ha ringraziato con queste parole il vescovo presente: «Se penso alla Sua Lettera di Avvento, dal titolo "Vedo un ramo di mandorlo", trovo risposta ad alcune delle domande che in quest'ultimo anno di pandemia mi sono posto. Che tutti noi come Comunità ci siamo posti. Ho trovato un senso a quel "perché sta succedendo tutto questo". In un passaggio della Sua Lettera, ci dice che entrare in crisi non è una disgrazia ma un'opportunità, un tempo propizio che ci salva. Che ci può salvare.

Nella storia, infatti, i grandi cambiamenti istituzionali sono stati generati quasi sempre da forti dolori collettivi, da enormi e profonde ferite sociali, che hanno saputo far nascere, qualche volta, anche una benedizione. L'augurio è che in ognuno di noi, in questo difficile momento, possa rinascere uno spirito migliore. Ritengo perciò straordinario e fondamentale l'opera che quotidianamente svolgono don Emanuele e don Aristide nelle nostre parrocchie di Vallerotonda, Cerreto e Valvori. Instancabili divulgatori della Parola di Cristo e degli insegnamenti che ci ha lasciato in eredità.
Insegnamenti, che mi auguro, possano attecchire in maggior misura nei cuori dei genitori affinché emerga di più la centralità educativa della famiglia come Sua Eccellenza ha rimarcato nella Lettera di Avvento».

A seguire si sono intrattenuti su temi più legati all'amministrazione e lo stesso prelato ha chiesto una lettera scritta sulle diverse attività che l'amministrazione comunale ha messo in campo per la comunità civile.
«Abbiamo parlato dei giovani, degli anziani e dell'importanza dell'integrazione sociale; abbiamo parlato del nostro territorio ricco di storia e di tradizioni, dell'ambiente e dell'importanza di preservarlo, della tutela e del decoro dei nostri centri urbani; abbiamo parlato dei progetti futuri», conclude Di Meo.

E poi uno scambio di doni, l'amministrazione ha consegnato nelle mani del vescovo dei libri riguardanti la storia del nostro territorio, monsignor Gerardo Antonazzo ha ricambiato con un vademecum sulla buona politica dal titolo "Le Beatitudini del Politico".