Ambiente, nessuna tregua. Lo sanno bene le "sentinelle" del territorio, gli attivisti di diverse associazioni ambientaliste del Cassinate, che continuano senza sosta a denunciare scempi o azioni in grado di mettere a repentaglio l'intero ecosistema. E che si mettono in gioco, senza riserve.

Ieri doppio intervento: in mattinata gli ambientalisti con le telecamere della Rai a Sant'Elia, lungo il fiume Rapido. Poche ore dopo, l'arrivo dei carabinieri forestali sul posto denunciato sempre dagli attivisti qualche giorno prima: il presunto interramento di rifiuti a Caira.

A Sant'Elia
Il sospetto di un'attività non a norma per deviare il corso del fiume e di un deposito di materiale che gli ambientalisti ritengono rifiuto speciale sono finiti in una segnalazione depositata in Procura e indirizzata al sostituto Marina Marra. In quelle pagine, molto tecniche, tutti i sospetti degli attivisti - Angelo Spallino di Italia Nostra, Salvatore Avella di Fare Verde, Francesco Altieri per l'Anpana e l'ambientalista Edoardo Grossi -  come la presenza di materiale speciale assimilabile a quello prodotto dalla lavorazione della pietra. Tale da rendere la questione molto urgente. Le telecamere della Rai sono tornate ancora una volta in un territorio martoriato, ormai noto per numerosi disastri ambientali. E hanno ascoltato la ricostruzione del dottor Spallino e le istanze degli altri ambientalisti, che hanno già rivolto ogni dubbio alla Procura. «Siamo sempre presenti e la nostra attenzione non verrà mai meno» ha aggiunto il presidente provinciale Anpana, Altieri. 

L'altro fronte
Poche ore dopo i carabinieri forestali di Cassino hanno raggiunto l'area indicata qualche giorno prima sempre dagli ambientalisti come una zona in cui potrebbero essere stati interrati dei rifiuti. Dopo una segnalazione, infatti, le sentinelle avevano raggiunto l'area in territorio di Caira dove è visibile una buca riempita di terreno e scarti di diversa tipologia. Ciò che gli attivisti avrebbero scoperto qualche metro più in là non era, però, prevedibile: un'altra vasta area, a pochi metri dalle famose acque rosse ma ancora in territorio di Caira in cui non solo plastiche o scarti edili sono visibili a occhio nudo tra la vegetazione.

Notati da Anpana, Fare Verde e Ansmi anche rifiuti sanitari boccette, vecchie flebo, aghi e siringhe che potrebbero essere rimasti lì per diversi decenni. Ma questa è un'altra storia e sarà oggetto di altri accertamenti. Ieri i carabinieri forestali hanno effettuato un sopralluogo proprio dove era stata indicata la presenza di una buca riempita da terreno e scarti. E hanno preso visione della situazione: indagini che serviranno a stabilire con maggiore esattezza cosa sia accaduto e se ci siano responsabilità da circoscrivere.
La "bomba ambientale" più a monte, invece, quella che presenta addirittura rifiuti sanitari tra la vegetazione, potrebbe essere più datata. Ma non per questo meno importante.