Il Museo archeologico di Fregellae riapre, ma con entrate contingentate e previo appuntamento. Con il passaggio del Lazio nella zona gialla, il museo riparte in sicurezza. La cultura non si ferma e, seppure nel rispetto delle misure restrittive a tutela della salute dei visitatori, le preziose stanze del Maf vengono riaperte al pubblico. Un segnale positivo e di fiducia, ma che non deve far dimenticare la cautela e il senso di responsabilità. Inaugurato nel 1989 e completato nel 1991, il Museo ospita la segreteria, il bookshop e quattro sale poste al pianterreno di villa Carducci, dove sono esposti alcuni reperti riportati alla luce durante le campagne di scavo effettuate nel sito archeologico di Fregellae.

L'esposizione è articolata secondo un itinerario didattico che, pur nei limiti imposti dallo spazio disponibile, assicura un'essenziale ma chiara ricostruzione della storia e della vita quotidiana nell'antica colonia romana.
La riapertura, seppure attenta, di biblioteche e musei rappresenta un segnale di fiducia, anche se i problemi maggiori riguardano il settore economico. Si tratta dei primi input che devono far rinascere energie positive e sperare che si può ritornare alla normalità percorrendo un cammino che si evolve parallelamente al procedere delle vaccinazioni. Il museo prima dell'epidemia era in crescita. Registrava l'aumento dei visitatori, favoriva le visite di scolaresche, poi i flussi si sono forzatamente arrestati, ma l'attività non si è fermata del tutto.

Infatti, proprio di recente si è concluso il concorso che ha portato alla elaborazione della mascotte del Maf, iniziativa che ha registrato oltre cento partecipanti.
Insomma la volontà di ripartire c'è come l'impegno a mantenere, seppure virtualmente, sempre vivo l'interesse. Oggi il museo ha riaperto con cautela e in sicurezza, parallelamente ripartono tante attività fino a ieri chiuse o molto limitate. La direttrice Teresa Ceccacci e l'assessore alla Cultura Anna Celani sono fiduciose e stanno già lavorando alle prossime iniziative per la valorizzazione e diffusione del patrimonio archeologico locale.