Lamentele da parte degli utenti, alatrensi e non solo, per la chiusura di alcuni uffici dell'Asl dove si effettuano varie operazioni burocratiche quali la scelta e la revoca del medico di base, il rilascio delle tessere sanitarie, la consegna dei ricettari ai medici di base.
Il fatto e denuncia
Si tratta di servizi essenziali per molti cittadini, in special modo per coloro che hanno necessità di accedere a determinate prestazioni, per cui le porte chiuse rischiano di creare grandi difficoltà a tanti: a risentirne possono essere soprattutto gli anziani, costretti a spostamenti complessi per via della pandemia e della zona arancione.

Le proteste sono fatte proprie anche dalla lista civica "Programma Alatri" che, attraverso uno dei suoi rappresentanti più importanti, Pasquale Caponera, pone diversi interrogativi sulla questione: «Piacerebbe sapere a tutti noi se i vertici aziendali siano a conoscenza di tali situazioni che si vengono improvvisamente a creare e, nel caso, sapere se siano frutto di una riorganizzazione dei servizi, soprattutto a livello territoriale, perché non vorremmo che questo territorio, già provato e poco servito territorialmente, venisse ancora di più impoverito a scapito di tutta la popolazione, in particolare quella più fragile».

Caponera fa presente anche alcune "voci", in attesa delle opportune conferme, che vorrebbero il servizio spostato presso il presidio sanitario di Anagni.
«Io penso - conclude Caponera - che il direttore sanitario del nostro ospedale dovrebbe agire in maniera differente. Anziché chiudere i servizi essenziali, per far posto ad un ambulatorio di diabetologia, pur necessario, dovrebbe trovare le chiavi delle tante stanze del nosocomio che sono chiuse, riaprire quelle stanze e riutilizzarle. Non penso sia difficile, ma forse è troppo faticoso». Insomma, nuove difficoltà per la Sanità locale, dopo quelle rilevate qualche mese fa per il "super-lavoro" che spesso obera gli operatori del Pronto soccorso, in alcuni giorni preso letteralmente d'assalto.