Ad ogni pioggia, come nodi al pettine, tutte le buche vengono alla superstrada Cassino-Formia. Lo sanno bene i residenti e gli automobilisti che la percorrono tutti i giorni per motivi di lavoro. Lo sa bene specialmente chi tra loro si è ritrovato con gli pneumatici danneggiati.

La scena si è ripetuta uguale anche in occasione delle ultime violente piogge che dal fine settimana scorso fino a lunedì hanno caratterizzato tutto il territorio attraversato dall'importante arteria stradale. La pioggia ha aperto buche, scavato nell'asfalto e reso scivolosa e pericolosa in molti punti la superstrada che collega la città martire di Cassino con Formia e Gaeta.

Per difendersi, in molti casi, usano il passaparola, un tam-tam di messaggi e telefonate per avvertire che la superstrada è nuovamente piena di buche spesso invisibili, e perciò più pericolose ancora, perché riempite dall'acqua piovana.

La superstrada che collega la città martire al pontino da tempo è dunque sotto la lente dei residenti e di automobilisti e camionisti che l'attraversano quotidianamente. Le criticità sono diverse e vanno dalla convivenza tra zone industriali e zone commerciali e perfino residenziali alla manutenzione dell'asfalto non sempre adeguato.

Proprio di recente, però, non solo è stato finalmente chiuso il cantiere che costringeva a percorrere la superstrada 630 su un'unica carreggiata, ma è stato anche migliorato il manto stradale. Eppure, l'ultima pioggia ha riaperto il vulnus. D'altra più volte i sindaci della zona hanno sollecitato interventi decisi e definitivi della Regione, all'Astral e perfino del Ministero dei Trasporti.

Da Ausonia, un giovane del posto, Christian Vizzaccaro, all'inizio del 2020 ha anche avviato una petizione on line con il duplice obiettivo: invitare le autorità competenti a mettere in sicurezza l'importante arteria stradale e sollecitare automobilisti e camionisti ad una maggiore attenzione e al rispetto puntuale del codice della strada lungo una via che è ad altissima densità di traffico.