Hanno sperato fino all'ultimo che il loro figlio potesse cambiare, che la smettesse di minacciarli, di aggredirli, di chiedere loro denaro, di distruggere suppellettili in casa. Ma troppi gli episodi. Sono stati così costretti a contattare i carabinieri per fermare loro figlio.
I.J 23 anni originario del Marocco, residente a Supino, è stato allontanato da casa e non potrà più avvicinarsi ai genitori. È quanto disposto dal giudice a seguito dei continui maltrattamenti posti in essere dal ragazzo. L'ultimo l'11 gennaio scorso. In un episodio, lo scorso anno il ventitreenne aveva provocato anche un incendio all'interno della sua camera da letto, dando fuoco al suo permesso di soggiorno.

I genitori hanno denunciato alle forze dell'ordine le continue aggressioni negli anni. Il figlio chiedeva loro soldi, probabilmente per acquistare la droga, e al loro rifiuto li ha minacciati e aggrediti, oltre a danneggiare suppellettili. L'8 gennaio aveva addirittura danneggiato quattro porte e ha lanciato contro i genitori una pentola con tutto il cibo. Aveva chiesto soldi sostenendo di dover pagare un debito.
Per lui, dunque, difeso dall'avvocato Giuseppe Spaziani, è stato disposto il divieto di avvicinamento alla madre e al padre. Lunedì sarà interrogato.