Nella morsa degli usurai era finito un avvocato. Alla fine, dopo un lungo processo, sono arrivate due condanne. Il tribunale di Frosinone (presidente Farinella) ha inflitto 7 anni a Gianni Manfra Giorgilli, 44 anni, oltre a 3.000 euro di multa e 5 anni e mezzo all'albanese Ermal Demohasanaj, 33, con una multa di 2.000 euro.
Disposta per gli imputati, entrambi residenti a Fiuggi, la confisca delle somme di denaro più la condanna alle spese e al risarcimento del danno, da liquidare in sede civile, nonché una provvisionale.

Accolte le richieste del pubblico ministero Barbara Trotta e della parte civile, l'avvocato Vincenzo Galione (sostituito all'ultima udienza dall'avvocato Anna Maria Buttarazzi) che tutela gli interessi della vittima, un professionista di Alatri. Decisiva l'attività investigativa condotta dal Nucleo operativo dei carabinieri di Alatri come quella dei finanzieri della tenenza di Fiuggi.
Stando alle accuse contro Manfra Giorgilli, l'avvocato, dalla primavera del 2010 a quella del 2015, avrebbe corrisposto, a titolo di interessi mille euro al mese, in cambio di un prestito di 10.000. Due rate sarebbero state versate con un orologio Frank Muller del valore di 19.500 euro. In un'altra circostanza (contestata sempre a Manfra Giorgilli), il professionista si sarebbe fatto dare, nell'estate del 2010, seimila euro in cambio, a solo titolo di interessi, di 600 euro mensili. Rate che per la procura sarebbero state incassate dal Manfra a eccezione di una.

Sempre a Manfra è contestato un altro prestito, da 10.000 euro erogato nel luglio del 2011 al legale, dal quale si faceva corrispondere la somma di 1.500 euro mensili per gli interessi, somma pagata fino a gennaio del 2014 allorquando veniva ridotta a 800 con rideterminazione del capitale da restituire in 15.000 euro. Infine, veniva ricalcolato l'accordo in 2.000 euro mensili da aprile ad agosto 2015. E ancora per il prestito in contati di 3.000 e 4.000 euro il professionista sarebbe stato costretto a versare, in una ventina di occasioni, il capitale prestato maggiorato di 500 euro.

A Manfra la procura ha contestato anche il reato di estorsione per aver minacciato la vittima, se non pagava, di denunciarla per cessione di cocaina o come mandante di un'aggressione. Sempre estorsione è la contestazione a Manfra e all'albanese per le minacce, estese anche a familiari, colleghi e alla segretaria di studio. Il tutto per costringerlo a pagare. Per l'accusa, all'albanese è contestato l'essersi inserito nell'esazione della rata di maggio.