Dopo rinvii, ritardi e proteste le scuole sono finalmente tornate in presenza. A Ceccano, però, l'Istituto di Istruzione Superiore di via Gaeta ha ripreso l'attività didattica dopo avere subito un furto. Non è stata certamente l'inizio migliore delle lezioni, ma l'episodio è stato assorbito bene dal complesso scolastico.
I ladri, purtroppo, hanno rubato materiale tecnologico, computer e dispositivi indispensabili per la didattica. Un colpo inatteso, che potrebbe creare seri problemi agli studenti e ai docenti. Ne abbiamo parlato con la preside dell'Ite, la professoressa Alessandra Nardoni.

«La nostra scuola è stata presa di mira dai malviventi circa una settimana fa - ci ha spiegato la dirigente scolastica - Ormai il danno è stato fatto purtroppo e ci stiamo concentrando sull'accoglienza dei ragazzi nelle classi. Ci è stato procurato un problema notevole, ma la nostra priorità al momento resta il rientro degli studenti. Siamo ripartiti al 50%, secondo le indicazioni governative, riportate sia dalla Regione Lazio che dall'Ufficio Scolastico regionale. Stiamo sperimentando l'efficacia delle "famose" due fasce orarie, ovviamente con tutti gli inconvenienti annessi e connessi. Comunque, qualche disagio legato ai trasporti è stato accertato. Infatti, stiamo svolgendo monitoraggi quotidiani relativi alle presenze, che poi giriamo all'Ufficio Scolastico. A quanto pare è proprio il Ministero a richiederli. Stiamo anche valutando eventuali criticità legate ai trasporti. Con riferimento al doppio turno.

La precisione che abbiamo - continua la preside Nardoni - per il turno dell'entrata classica, al momento, non c'è per l'ingresso delle 10, per quanto tutti possano dire che si stanno attrezzando. In generale rimangono forti criticità che, lo ripeto, stiamo rilevando nonostante il furto subito». La preside, quindi, ha riportato il discorso sul tema della sicurezza: «Abbiamo appena una settimana di dati, però sappiamo che, al momento, esistono diverse criticità in tal senso. Per il resto, la scuola è sicura e rodata all'interno. Come tutti sanno i problemi sono rimasti quelli dei trasporti. Non sono ancora all'altezza di un territorio che è molto vasto».
Come hanno accolto gli studenti il ritorno in classe, nonostante il furto?

«Alcuni ragazzi - ha concluso la professoressa Nardoni - a mio avviso non riescono a mettere a fuoco il problema vero e stanno protestando erroneamente. Non vogliono le due fasce orarie, però protestano anche quelli che dovrebbero studiare distanza. Per adesso ci troviamo bene con la suddivisione in atto. Abbiamo attivato la turnazione settimanale mantenendo il gruppo classe integro. Anche se ritengo che, sul nostro territorio, si potrebbe tornare in presenza con un unico turno al 50%, ma questo è soltanto il mio modesto parere».