"Eppur si muove", con i nervi ben saldi ed un po' di sano ottimismo, Fiuggi e l'intero comprensorio termale sono fermi, immobili, praticamente paralizzati, in attesa che dalla Regione Lazio arrivi un cenno di vita. Il che tradotto sta a significare che l'ente di Piazza Trento e Trieste ha compiuto tutti i passi necessari al bando di gara della privatizzazione della sua controllata Acqua e Terme Fiuggi S.p.A.

Non può precedere oltre però perché dalla Pisana ancora non arriva l'accordo di programma e la relativa delibera di giunta che dovrà essere sottoposta alla discussione ed all'approvazione del consiglio, avente come oggetto il rinnovo delle concessioni minerarie necessarie alla sfruttamento e commercializzazione della oligominerale. Prima o poi arriverà.
Al momento altro non si può fare che segnalare da parte delle organizzazioni sindacali i primi sintomi di nervosismo che conosciamo bene.

Stati d'animo che nel passato hanno portato i lavoratori a forme di lotta che oggi la massacrata economia fiuggina non può permettersi. L'acqua sopra l'olio bollente. Sono "arrivati" invece i dati del centro studi di Federalberghi sugli esiti della rilevazione sull'andamento del mercato turistico nel mese di dicembre, che certificano in Italia per il 2020 una perdita di 236 milioni di presenze (-54,1% rispetto al 2019) e di 13,5 miliardi di euro (-55%) di fatturato del settore ricettivo.

Altrettanto inquietanti quelli diffusi da Banca d'Italia. Ad ottobre le spese dei viaggiatori stranieri sono state pari a 1.193 milioni, inferiori del 70,4% rispetto allo stesso mese del 2019: «L'improvvisa e drastica contrazione dei flussi turistici avrà significativi impatti sul Pil nazionale e conseguenze serie sulle imprese del settore e del suo indotto. Abbiamo enorme preoccupazione anche sul 2021 - spiega il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca - La dura verità è che oggi gli alberghi non sanno se e quando riaprire. Tutto il mondo sta chiudendo ma la differenza è che dalle altre parti ti chiudono e ti danno i soldi, da noi ti chiudono e basta». Così è anche a Fiuggi. Una pentola a pressione con il coperchio che rischia di saltare da un momento all'altro.