Botte per una "parcella" pagata senza "servizio", udienza a porte chiuse ieri nel tribunale di Cassino. Nei guai era finito un giovane che, non avendo ottenuto una prestazione sessuale da un trans, avrebbe preteso indietro la "parcella" pagata da due suoi amici che avevano consumato poco prima. Poi l'aggressione in strada. Ascoltate in aula le presunte vittime dell'aggressione.

l fatti
Sarebbe dovuta essere una nottata di passione ma all'alba dell'aprile di due anni fa una lite ha raccontato tutt'altro. Secondo quanto ricostruito dai militari del Norm di Cassino intervenuti per sedare la situazione, che si era fatta incandescente tre giovani si erano recati dopo una notte di bagordi a casa di un transessuale brasiliano della città martire. Due giovani avrebbero consumato un rapporto sessuale con un ventottenne e un connazionale di un anno più giovane.

Conclusa la prestazione i due hanno saldato la "parcella" lasciando cinquanta euro a testa, come sembrerebbe fosse stato pattuito prima. Il terzo ragazzo, il ventiquattrenne, non aveva usufruito del servizio e per questo avrebbe insistito per ottenerlo. Ma i due trans non si sarebbero detti disponibili, scatenando le ire del giovane che avrebbe iniziato a inveire fino alla lite avvenuta, come accertato, all'alba.

Poi l'arrivo dei militari: il ventiquattrenne A.L. di Castrocielo, incensurato, venne arrestato e posto ai domiciliari dopo una visita in ospedale. Il trans di 28 anni venne denunciato per lesioni. 

Il processo
A processo, assistito dall'avvocato Gianluca Giannichedda, è finito il ventiquattrenne per una ipotesi estorsiva insieme ai due amici, assistiti dagli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola e Cristian Vento. L'udienza a porte chiuse a carico dei giovani si è celebrata ieri: i transessuali hanno raccontato la loro versione che, secondo i beninformati, sarebbe stata costellata da diverse contraddizioni. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 29 aprile per ascoltare gli operanti.