L'amico muore e lui viene condannato. Questo l'epilogo giudiziario dell'incidente avvenuto nel luglio 2016 in cui due quarantenni, entrambi classe 1973, furono protagonisti di un gravissimo incidente stradale: finirono con la moto su cui viaggiavano in una scarpata nella zona di San Vincenzo Ferreri.

Vennero soccorsi dagli operatori del 118 anche con un'eliambulanza e le forze dell'ordine chiusero al traffico la strada che collega Sora all'Abruzzo per eseguire i rilievi. M. T., di Pescosolido, si salvò mentre il sorano Luca Paniccia, nel settembre dello stesso anno, morì per le conseguenze di quel terribile incidente. Una morte che generò dolore e sconcerto nella comunità, anche perché la tragedia ha lasciato nel dolore la moglie e la sua piccola bambina.

Nel processo che ne è scaturito è stato l'avvocato Roberto D'Auria a difendere la donna e sua figlia. Il giudice Salvatore Scalera ha richiesto una consulenza tecnica d'ufficio per ricostruire l'incidente. Dagli elementi raccolti è stato accertato che la vittima era trasportata sulla moto e non era alla guida. Il conducente, che ha chiesto il giudizio abbreviato, con lo sconto di pena è stato condannato a due anni di reclusione, pena sospesa.