Una grande rete di solidarietà dove tutti cercano di dare un contributo a chi è meno fortunato. Con questo spirito nei mesi scorsi il Comune di Pontecorvo aveva aderito al progetto della "Banca dei capelli". Un'iniziativa che ha preso piede in molte aree della provincia per supportare tutte le donne che stanno combattendo contro la malattia.

Ma ciò che si è creato a Pontecorvo è stata una vera e propria rete di solidarietà. Molti negozi di parrucchiera hanno deciso di aderire al progetto sensibilizzando le proprie clienti affinché donassero ciocche di capelli per creare le parrucche che sarebbero poi andate alle malate oncologiche. Un progetto supportato dall'amministrazione. Il sindaco Anselmo Rotondo ha voluto sottolineare l'importanza dell'iniziativa: «Il progetto della "Banca dei capelli" ci sta particolarmente a cuore e quando ci è stato proposto la prima volta lo abbiamo accolto e supportato immediatamente. Il tema centrale di questo progetto è particolarmente importante perché chi è colpito da questa terribile malattia deve affrontare un percorso lungo e particolarmente tortuoso.

Ma deve anche confrontarsi quotidianamente con un cambiamento del proprio corpo. Una delle cose più evidenti è proprio la perdita dei capelli. Questa iniziativa rappresenta un grande gesto di solidarietà verso chi sta male e sta combattendo per sconfiggere la malattia. Sono molto felice della risposta che c'è stata in città e sono contento di vedere lo spirito solidaristico con cui tanti esercenti hanno voluto supportare l'iniziativa. Il nostro impegno proseguirà portando avanti ogni azione utile a promuovere il progetto».

Ieri il sindaco insieme all'assessore Annagrazia Longo e al capogruppo di maggioranza Fernando Carnevale, hanno incontrato «la nostra concittadina Simona Zonfrilli, che è la promotrice dell'iniziativa banca dei capelli, per la raccolta delle ciocche da destinare alle parrucche delle malate oncologiche. Le ciocche sono state consegnate alla responsabile di Sora, il nostro grazie a Simona vuole essere di vero cuore. Il suo impegno ci inorgoglisce».