Presi nella Capitale con ben quaranta chili di hashish. Arrestati un anagnino S.A. e un alatrense, C.C., di 35 anni. Dalla dinamica dell'operazione si è trattato di due corrieri visto che uno era alla guida di un furgone, con all'interno la sostanza stupefacente, e l'altro su un'auto per controllare della presenza di forze dell'ordine. Tecnica questa utilizzata durante gli spostamenti. Ma i due hanno fatto male i conti.

L'operazione
Infatti da tempo nella zona di Cinecittà Est erano stati potenziati i controlli proprio per cercare di bloccare i trasferimenti della droga. Ad operare sono stati gli agenti del commissariato Romanina diretto da Moreno Fernandez che da tempo e al culmine di un'attività investigativa, si erano concentrati sulle tracce di corrieri della droga. Il traffico di droga a Roma è costantemente monitorato vista anche l'enorme domanda della droga. Tornando alla serata di mercoledì il movimento sospetto dei due mezzi, un furgone e un'utilitaria, ha destato subito sospetti negli agenti che erano appostati nella zona. Il mini corteo all'altezza di via Bruno Rizzieri vedeva in testa l'utilitaria e subito dopo il furgone. A questo punto i poliziotti hanno deciso di agire con il guidatore del veicolo che forse intuendo qualcosa ha svoltato per dirigersi verso un parcheggio.

Gli agenti a questo punto si sono divisi i compiti. C'è chi dopo aver bloccato il furgone ha avviato la perquisizione da dove sono sbucati, all'interno di due grosse valigie, ben 40 chili di hashish suddivisi in 40 pacchi tutti da 1 chilo. Un'altra squadra di poliziotti si è diretta verso il parcheggio, con il complice che ha tentato di mimetizzarsi all'i nterno dell'attività come un semplice cliente. Anche lui è stato bloccato e addosso sono stati trovati circa settecento euro. A questo punto i due sono stati arrestati con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Nella giornata di ieri si è svolta l'udienza di convalida. Per l'alatrense sono scattati i domiciliari mentre l'anagnino è rimasto i carcere perché dalle verifiche sarebbe spuntato un documento falso e quindi per il timore della fuga è stata comminata la custodia cautelare. L'indagine intanto prosegue per accertare altre eventuali responsabilità.