«A marzo-aprile nasce il Consorzio industriale del Lazio. Sarà il più grande d'Italia, la prossima settimana il piano strategico». L'annuncio di Francesco De Angelis è arrivato nel corso di un importante seminario a Roma. Su questo tema: "Sostegno alla competitività del territorio attraverso il recupero e la valorizzazione dei siti industriali dismessi nella provincia di Roma". Una ricerca realizzata da Cer ed Eures.

L'evento, che si è svolto nella sala del Tempio di Adriano, è stato organizzato da Lorenzo Tagliavanti (presidente della Camera di Commercio di Roma) e da Cosimo Peduto, presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale Roma-Latina. La ricerca è stata presentata da Stefano Fantacone (direttore Cer), Fabio Piacenti (presidente Eures) e dall'architetto Giovanna Tognon. Come relatori c'erano l'assessore regionale allo sviluppo economico, commercio e artigianato Paolo Orneli, l'assessore all'urbanistica del Comune di Roma Luca Montuori e appunto Francesco De Angelis, commissario straordinario per il Consorzio industriale unico della Regione Lazio. Oltre che presidente del Consorzio Asi di Frosinone.

Ha spiegato Francesco De Angelis: «La prossima settimana consegnerò al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti il progetto di fusione dei cinque Consorzi industriali del Lazio, un progetto al quale stiamo lavorando da tempo e che ormai è pronto. Naturalmente presenterò anche il piano strategico e il nuovo statuto del Consorzio regionale. Credo di poter dire che se non ci saranno intoppi (e francamente non credo che ci saranno) a marzo-aprile nascerà quello che sarà il più grande Consorzio industriale in Italia».

Ha argomentato Francesco De Angelis: «Stiamo parlando di un'operazione che non soltanto semplifica e snellisce (e già questo rappresenta una rivoluzione enorme), ma che in sostanza andrà a cambiare la "mission" dei Consorzi industriali. Grazie alle norme approvate in consiglio regionale di fatto mettiamo in campo nuovi strumenti e nuove attività: penso alla gestione degli incentivi alle imprese, alla gestione dei fondi strutturali, all'investimento sul tema delle infrastrutture con una dotazione molto significativa. Non soltanto saremo il più grande Consorzio industriale italiano, ma metteremo in campo uno strumento utile al territorio e alle imprese».

Poi De Angelis ha aggiunto: «Voglio anche tranquillizzare chi pensa di perdere il Consorzio. Ho avvertito delle preoccupazioni nei territori. Ma non ha ragione di esistere. Lo dico forte e chiaro: si tratta di un'opportunità da cogliere al volo e con convinzione.
Diventeremo più grandi e quindi più forti. Sul territorio ci saremo ancora di più. E tutte le sedi saranno operative, a sostegno delle imprese. Nello statuto abbiamo anche individuato nuovi strumenti. Si tratta di un processo che nasce dal basso e che coinvolgerà tutti. Con un unico grande obiettivo dichiarato: rendere più competitivo il tessuto economico della Regione. Sono sicuro che insieme ce la faremo. Consideriamo anche le possibilità che si aprono sulle nuove attività: attrazione di investimenti, reindustrializzazione dei siti dismessi, internazionalizzazione».

Era il 24 settembre 2018 quando in consiglio regionale venne approvato l'emendamento che ha aperto la strada al Consorzio industriale regionale unico. Il nuovo ente accorperà i Consorzi di Rieti, di Roma e Latina, del Sud Pontino, del Cosilam, dell'Asi di Frosinone. L'emendamento stabiliva che «il Consorzio unico succede, nel rispetto della normativa vigente, in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo ai Consorzi estinti, ivi comprese le quote di società partecipate dai singoli Consorzi industriali». I tempi dell'operazione portavano al 2020. Ma il 2020 è stato l'anno del Covid.

Subito dopo la nomina a commissario Francesco De Angelis disse: «Abbiamo davanti una sfida ardua e ambiziosa, articolata in due grandi obiettivi: la nuova legge sui consorzi industriali e la nascita del Consorzio Unico che non dovrà essere la sommatoria dei cinque consorzi esistenti, ma dovrà ampliare gli orizzonti diventando appetibile grazie anche alle sinergie con gli attori della ricerca, dell'innovazione e dello sviluppo locale. A partire da università, poli tecnologici e nautica.
Un consorzio per lo sviluppo economico, dunque, anche in grado di snellire i tempi e la burocrazia, attirando nuovi investimenti e nuove imprese». Il lavoro è terminato, ora inizia il conto alla rovescia.