La cabina di regia, per il periodo 4-10 gennaio, osserva «un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L'incremento dell'incidenza è stato comunque contenuto grazie alle misure di mitigazione adottate nel periodo festivo».
Tuttavia, ci sono segnali preoccupanti, quali «il valore elevato di incidenza nella settimana di monitoraggio in Veneto (365,21 per 100.000 abitanti), provincia autonoma di Bolzano (320,82), Emilia Romagna (284,64) e Friuli Venezia Giulia (270,77).

L'incidenza su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Il servizio sanitario ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate».
Inoltre «l'indice di trasmissione nazionale è in aumento per la quinta settimana consecutiva e sopra uno. L'epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale».

Ieri, intanto, si sono contati 12.545 nuovi casi su 211.078 test eseguiti, tra tamponi antigenici e molecolari. Il tasso di positività, che da qualche giorno tiene conto di entrambi i test, è sceso sotto il sei per cento al 5,9%. Le vittime sono 377. Gli attualmente positivi scendono a 553.374, di cui 2.503 in terapia intensiva e 22.757 ricoveri ordinari. Ieri Lombardia (1.603) e Sicilia (1.439) le regioni con più casi.