Ieri, finalmente, il perfezionamento della tanto attesa fusione tra Fca e Psa. Da oggi in poi si parlerà solo di un unico grande colosso dell'automotive, con un approccio non molto differente dall'idea di fusione di oltre cinquant'anni fa con Citroen: Agnelli aveva ben compreso che una fusione avrebbe portato a salvaguardare la Fiat. Fusione poi non raggiunta.
Oggi l'unione dei due grandi gruppi, invece, è realtà nonostante gli obiettivi siano differenti. E per molti rappresenta un'opportunità imperdibile.

Le quotazioni e i progetti
Dadomani inizieranno le contrattazioni del nuovo titolo Stellantis sul Mercato telematico azionario di Milano e sull'Euronext di Parigi; poi da martedì anche a Wall Street. E gli esperti fanno sapere che saranno 20 i brand nel portafoglio Stellantis, molti di più i progetti. Non tutto ancora sarà svelato perché, secondo gli esperti, Tavares «sta ancora lavorando al piano industriale di Stellantis» che potrebbe essere pronto tra alcuni mesi, magari prima dell'estate. Difficile, quindi, avere già informazioni su modelli, piattaforme e mission degli stabilimenti, compreso quello di Cassino che resta col fiato sospeso. Più immediati, forse, strategie e obiettivi del nuovo gruppo.

I dubbi
Si intuisce che Stellantis risulterà un prodotto a forte trazione francese e non mancano dubbi sulle future decisioni in merito a stabilimenti, operai e produzioni. I sindacati, pur riconoscendo l'impor tanza della nascita del quarto produttore di veicoli al mondo, hanno chiesto anche in fase di trattativa le necessarie garanzie per i lavoratori. A Cassino, ad esempio, il responsabile del settore automotive del sindacato, Michele De Palma aveva già puntualizzato: «Ci hanno rassicurato dicendo che gli stabilimenti non chiuderanno ma la maggior parte delle fabbriche Fca resta in cig e i modelli annunciati, come Grecale e Tonale, non bastano a tutelare né l'occupazione né la capacità di rilancio dell'automotive in Italia. C'è una debolezza di sistema, abbiamo un grande know how, ma il rischio è come vivrà nel processo di fusione».

Perfettamente in linea con quanto dichiarato ieri dalla Uilm di Torino: «Con Stellantis si apre un nuovo capitolo per l'industria dell'auto. La fusione può rappresentare una opportunità ma anche un grande rischio per il nostro Paese». Cassino chiede maggiori certezze anche perché, dopo l'uscita di scena di Giulietta, il terzo modello il Grecale della Maserati arriverà sulle linee solo alla fine dell'estate. E al momento di certo c'è solo la rotazione dei lavoratori stabilita con i sindacati per non penalizzare nessuno.