Non sempre lo stalker è un lui che non si rassegna e perseguita la ex. Può succedere, a volte, il contrario: che sia una donna a perdere completamente la testa e a mettere in atto una strategia per riconquistare l'amato e, capito che ciò non potrà accadere, inizi a tormentarlo, al telefono, sui social e perfino sul posto di lavoro. La vittima, in questa storia, oltre al danno ha subito la beffa di essere trasferito lontano da Fiuggi.
La vicenda di cui si è dovuto occupare il giudice monocratico del tribunale di Frosinone, il presidente Francesco Mancini, nasce nel 2015.

L'uomo, un quarantenne, capisce che la sua storia d'amore con un ragazza di tre anni più giovane non può più andare avanti. E la lascia. Mai immaginando ciò a cui sarebbe andato incontro. Lei prova a contattarlo in ogni modo, al telefono, con i messaggi, presentandosi sotto casa: "Non me ne vado finché non scendi", gli avrebbe detto una volta. Su Facebook contatta la cugina e il cognato dell'uomo. Sul posto di lavoro racconta che è lui a tormentarla. E l'uomo subisce prima un richiamo e poi addirittura il trasferimento in un altro paese. Stanco di ciò, di fronte a un crescendo di situazioni non più gestibili (la donna avrebbe simulato perfino la nascita di un figlio) l'uomo chiama la polizia e la fa intervenire.

Quindi a marzo 2015 decide che il limite è stato oltrepassato e, con l'assistenza dell'avvocato Alioska Baccarini, presenta una querela al commissariato di Fiuggi. L'uomo lamenta anche di essere stato colpito al volto in un'occasione. Si arriva così al processo che si è concluso l'altro giorno, per A.T.D., 42 anni, il pm chiede una condanna per stalking a un anno. Il giudice le infligge sette mesi (pena sospesa) più la condanna alle spese e al risarcimento dei danni in sede civile.