Il Dpcm ha sciolto le ultime riserve: lunedì si riparte alle superiori con le lezioni in presenza. E con quali modalità? L'Ufficio scolastico regionale ha diffuso ieri le direttive aggiornate destinate a tutti i prefetti del Lazio, agli Uffici scolastici provinciali e ai dirigenti scolastici.

Si riparte almeno con il «50% di didattica in presenza, per tutelare il diritto all'istruzione degli studenti, senza salire oltre il 75%. Rimangono ferme le usuali eccezioni per l'inclusione scolastica e la didattica laboratoriale».

«È compito di ciascuna scuola secondaria di secondo grado - prosegue la nota a firma del direttore Rocco Pinneri - stabilire l'esatta percentuale di tempo-scuola in presenza, all'interno del predetto intervallo: chi sceglierà di attestarsi al 50% dovrà inderogabilmente rispettare le fasce orarie di ingresso delle 8 e delle 10 di cui ai documenti adottati dai prefetti, con la sola eccezione del ridotto numero di istituzioni che hanno già ricevuto da me una deroga esplicita a fronte di situazioni di materiale impossibilità (non di mera difficoltà); chi sceglierà di attestarsi sopra al 50% (55%, 60%, ecc. sino al massimo al 75%) dovrà, inoltre, organizzare l'orario su sei giorni, lasciando le classi su cinque, anche in questo caso con poche eccezioni: oltre alle scuole ebraiche e alle classi con studenti di fede ebraica che lo chiedano, sono esentate solo le scuole che hanno già ricevuto da me una deroga esplicita».

«Ribadisco - continua Pinneri - che il rispetto delle fasce orarie per l'ingresso degli studenti delle 8 e delle 10 è imprescindibile, né è derogabile sulla base dell'autonomia scolastica. Imprescindibile anche il rispetto della percentuale di studenti che dovranno entrare alle ore 8 e alle ore 10, come fissata dai prefetti.

Non possiamo utilizzare orari diversi perché, oltre a violare le disposizioni impartite dai prefetti, ci assumeremmo l'inaccettabile responsabilità di incrementare il rischio epidemiologico, supereremmo certamente la soglia di sicurezza del 50% di occupazione dei mezzi pubblici alle 8 (alle 10 v'è un maggior margine di sicurezza), renderemmo vano lo sforzo fatto dalle forze dell'ordine, dalle aziende e dai volontari della protezione civile per i controlli anti-assembramento e, infine, condurremmo allo spreco delle non poche risorse impegnate per organizzare tutto – trasporti e controlli – in ragione delle fasce delle 8 e delle 10».

Il direttore dell'ufficio scolastico del Lazio, Rocco Pinneri, poi, nel corso della sua audizione alla commissione regionale Scuola ha detto che «questa estate abbiamo lavorato tanto per trovare spazi aggiuntivi per le scuole del primo ciclo ma molte scuole del secondo ciclo non li hanno chiesti e io stesso non me ne sono preoccupato molto, perchè c'era lo sfogo di restare parzialmente in didattica a distanza. Non mi risulta che il 50% di Dad comporti problemi di spazi in alcuna scuola. Nessuno mi ha detto che col 50% non riesce a rispettare la distanza interpersonale di un metro tra studente e studente e di due metri tra studenti e docenti. Qualcuno mi ha segnalato che se si raggiungesse il 75% (di dad, ndr) ci sarebbe un problema e a questi sto dicendo che resteranno al 50: cioè si pongano alla percentuale piu' alta possibile, nei limiti di quella che sarà decisa dal dpcm, che consenta di rispettare le distanze interpersonali».

Nella giornata di ieri si è diffusa la notizia, clamorosamente smentita, di un ulteriore posticipo al 25 gennaio delle lezioni deciso dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti. «In queste ore - ha precisato nel primo pomeriggio di ieri la Regione con una nota ufficiale - sta circolando un finto comunicato della Regione Lazio in merito ad un ipotetico posticipo dell'apertura in presenza degli Istituti secondari della Regione. Si tratta di una fake news, per la quale verranno informate le autorità competenti. La Regione Lazio, come più volte ribadito in questi giorni, da lunedì 18 gennaio sull'apertura delle scuole secondarie si atterrà alla normativa nazionale». Quindi, si inizia, anche se le riserve della vigilia del mondo della scuola su doppi turni e trasporti rimangono intatte.