Per la prima volta da quando l'Italia è divisa in zone, il Lazio, da domani, sarà arancione. L'incremento del numero di casi, ma soprattutto l'innalzamento dell'indice di contagio Rt oltre quota 1 ha imposto, in base ai cambiamenti introdotti recentemente, il passaggio in fascia arancione.

Se la scorsa settimana il Lazio si era fermato un filino sotto, a 0,99, questa settimana l'Rt è salito leggermente a 1,07 (dato del ministero della Salute, l'assessore Alessio D'Amato ha comunicato 1,1) con rischio alto secondo quanto emerso dal monitoraggio della cabina di regia.

In arancione oltre al Lazio ora ci sono Abruzzo, Calabria, Emilia, Friuli, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Val d'Aosta e Veneto, quest'ultima su propria richiesta. In rosso passano Lombardia, provincia autonoma di Bolzano e Sicilia (anche questa autoretrocessa). In pratica restano gialle Basilicata, Campania, Molise, Provincia Trento, Sardegna e Toscana.

L'Rt in Italia è a 1,09. Essere in zona arancione significa che senza autocertificazione sono consentiti gli spostamenti solo all'interno del Comune di residenza, mentre con l'autocertificazione ci si potrà spostare fuori dal proprio comune solo per motivi di necessità, salute e lavoro.

A bar e ristoranti sarà consentito effettuare il servizio di asporto, ma per i primi solo fino alle ore 18. I negozi restano aperti mentre nei festivi e prefestivi chiuderanno i centri commerciali. Intanto il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm con un'ulteriore stretta per cercare di arginare i contagi.
Mantenuto il divieto di spostamento tra le regioni, confermata la possibilità di rientrare al proprio domicilio come quella di riunirsi al proprio partner nell'abitazione che normalmente condividono, se uno dei due risiede fuori regione, a patto però che non sia una seconda casa.

Restando in tema di seconde case, spostamento interdetto in fascia rossa, consentito in fascia arancione solo se si trova nello stesso comune, mentre per chi è in fascia gialla lo spostamento è consentito nei limiti dei confini regionali. Resta, come durante le vacanze di Natale, la possibilità di andare o invitare due persone a casa più eventuali figli minori di 14 anni per una volta al giorno. In fascia rossa e in arancione però solo all'interno del territorio comunale.

Bar e ristoranti in fascia rossa e arancione non saranno aperti al pubblico. In quelle gialle resta il vincolo della chiusura alle 18. Vietata ai bar la vendita di bevande da asporto dopo le 18. Chiusi ancora gli impianti da sci (fino al 15 febbraio), così come palestre, piscine e cinema fino al 5 marzo. Sempre vietati gli sport di squadra e di contatto, mentre sono consentiti gli allenamenti individuali all'aperto.

Restano il coprifuoco dalle 22 alle 5 e l'obbligo di indossare la mascherina all'aperto. L'assessore regionale Alessio D'Amato commenta così la zona arancione del Lazio: «Il valore Rt è a 1,1 con incidenza a 14 giorni pari a 374 per 100 mila abitanti. Il trend settimanale vede focolai in aumento e i casi in lieve diminuzione. La situazione richiede la massima cautela e attenzione. La zona arancione era prevista».

Quindi fa il punto sui contagi: «Su oltre 12.000 tamponi nel Lazio (-1.873) e oltre 16.000 antigenici , si registrano 1.394 casi positivi (-422), 36 decessi (-11) e 1.583 i guariti. Diminuiscono i casi, i decessi e i ricoveri, mentre aumentano le terapie intensive.

Il rapporto tra positivi e tamponi è all'11%. I casi a Roma città tornano a quota 600. Nelle province si registrano 422 casi e otto decessi. Nella Asl di Latina sono 173 i nuovi casi. Si registrano quattro decessi con patologie.

Nella Asl di Frosinone si registrano 93 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Si registrano due decessi di 61 e 90 anni con patologie».