Mentre a Roma dentro il Parlamento va in scena "lo spettacolo" che in queste ore è sotto gli occhi di tutti, in strada nella vita reale c'è chi continua a lottare con i denti nel tentativo di salvare un posto di lavoro o la propria azienda. Generazioni di sacrifici ad un passo dal fallimento.

È il caso di molte attività alberghiere a Fiuggi ridotte ormai allo stremo. Tanto da far si che il presidente di FederAlberghi Fiuggi e Provincia di Frosinone, Bruno Della Morte impugnando carta e penna ha inviato una nota al responsabile territoriale Siae.

«Chiediamo un incontro per stabilire di comune accordo le modalità e le riduzioni sui pagamenti dei canoni del pregresso anno 2020, ed il corrente 2021», il senso della lettera. «Seppur i diversi Dpcm non hanno mai decretate chiuse le attività alberghiere, le stesse a partire dal mese di gennaio 2020 non hanno potuto ospitare clientela per la chiusura dei confini, che ha inibito la circolazione delle persone e quindi del turismo.

Gli alberghi di Fiuggi e della Provincia - prosegue Della Morte - soltanto in alcuni giorni di agosto e settembre trascorsi, hanno avuto la possibilità di operare mediamente al 50% della ricettività». «Dopo di che - continua - sono andati nuovamente tutti in lockdown, con fatturati che hanno subito un preoccupante calo verticale, ed in alcuni casi prossimi allo zero. L'anno in corso, non fa prevedere scenari migliori».

Della Morte ha inviato anche una nota al sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini ed all'assessore al bilancio Rachele Ludovici. «Pur apprezzando lo sconto del 15% sulla quota variabile della Tari, premettiamo sin d'ora che il differimento del saldo della stessa al 25 febbraio è insostenibile per la categoria per gli effetti devastanti sull'economia procurati dalla grave crisi pandemica che si protrae oramai da più di un anno».