Condannati a due anni di reclusione i fratelli Fausto e Fabrizio Amati, rispettivamente di 48 e 39 anni, allevatori di Trevi nel Lazio. Sono accusati di aver dato luogo ad una spedizione punitiva contro un collega e concorrente del posto, il cinquantanovenne Franco Taraborelli, per ragioni di confini e sconfinamento delle bestie.
I fatti
I fatti risalgono a novembre del 2013 agli Altipiani di Arcinazzo. Al pestaggio, stando alle accuse, presero parte anche altre sue persone, che però non sono state identificate. Mentre erano finiti nei guai i due fratelli. Continui i litigi per questioni di confini e sconfinamento delle bestie che venivano anche uccise, avvelenate.

La spedizione punitiva
A novembre 2013, sempre stando alle accuse, i fratelli Fausto e Fabrizio hanno aspettato Taraborelli e insieme ad altri due complici hanno messo in atto la spedizione punitiva. Hanno atteso il pastore e lo hanno massacrato di botte. Calci e pugni che lo hanno costretto a fare ricorso alle cure mediche. Trasportato, quindi, in ospedale dove è stato ricoverato.
La notizia aveva destato tanto scalpore a Trevi nel Lazio e negli Altipiani di Arcinazzo.
L'altro ieri la sentenza nel tribunale di Frosinone, con la dottoressa Proietti.
Il quarantottenne e il trentanovenne sono stati entrambi condannati a due anni di reclusione, senza benefici di legge, con contestuale condanna al risarcimento dei danni in favore dell'allevatore cinquantanovenne che nell'occasione è stato rappresentato dall'avvocato Giampiero Vellucci.
Dopo, quindi, sette anni e mezzo di lungaggini processuali il pastore Taraborelli ha visto soddisfare le proprie ragioni. Per i due fratelli, invece, la condanna a ventiquattro mesi di reclusione.