«In casa mangiamo grazie alla parrocchia». La voce di un padre di famiglia rimbomba nelle coscienze come monito e riflessione. Un boato ulteriore nelle emergenze del momento, soprattutto se si allargano le maglie del problema e la parrocchia stessa fa un appello a continuare con la generosità perché le derrate alimentari non bastano mai.

E la voce di quel padre che riesce così a nutrire la sua famiglia, diventa un grido corale perché, oltre alle famiglie assistite già dalla Caritas di Sant'Antonio, si aggiungono ogni giorno decine e decine di persone che bussano per avere cibo. Sembra un film americano che scorre sotto gli occhi della quotidianità urbana. Molti, però, hanno timore a farsi vedere e bussano agli orari più impensati. Altri non hanno neppure la forza di andare e allora vengono aiutati con maggiore discrezione, attraverso angeli invisibili.

«È grazie alla generosità di tutti che riusciamo ad aiutare - spiega don Francesco Venniti responsabile della Caritas Parrocchiale - tutto ciò che è stato raccolto è stato messo a disposizione per l'acquisto di viveri come pure, ad esempio, i genitori dei bambini del catechismo hanno portato aiuti su aiuti.
Ma in una emergenza così grave non riusciamo più a far fronte alle richieste perché non sono solo le famiglie del territorio ma tanti altri bussano e noi crediamo che sia giusto poter aiutare chiunque venga.

Tanti, inoltre, ci dicono che purtroppo avevano un lavoro in nero, e quindi adesso non hanno più nulla. Ci sono tante altre situazioni di famiglie che avevano anche un buon reddito ma la disgrazia di una malattia o di una dipendenza li ha portati sul lastrico». Ma è stata la pandemia a moltiplicare e moltiplicare i bisogni.
«Vengono famiglie, spesso a "orari scomodi" perché hanno vergogna a farsi vedere con il pacco. E poi i giovani. Tanti giovani si stanno vedendo.

E, ogni giorno, finiscono le dettate, se ne vanno decine e decine di pacchi. Abbiamo bisogno costantemente di generi alimentari. Ho lanciato un appello ieri perché è sempre peggio, aiutiamo noi con la parrocchia ma anche con la solidarietà di tutti, come è stato fino ad ora perché la situazione è preoccupante.
A Natale era più facile donare, ma Gesù continua a nascere ogni giorno nel cuore di chi ha disponibilità a offrire qualcosa e tanti sono ancora in attesa del bambinello che porti speranza, anzi un pezzo di pane nelle loro case».

L'intitolazione
Neppure il tempo di fare l'appello, ieri pomeriggio, che la città di Cassino ha continuato a mostrare il suo grande cuore con una gara a donare straordinaria.
E così, sempre don Francesco, ha annunciato un altro momento speciale per la Caritas della parrocchia di Sant'Antonio di Padova: tra qualche giorno, durante la celebrazione in suffragio di Alessandro Vettese, il Centro di Ascolto sarà intitolato proprio a lui. E ringraziamo anche quanti, in suo nome, ci stanno aiutando molto con donazioni di viveri».