L'unica certezza, al momento, è che lunedì prossimo gli studenti delle scuole superiori del Lazio torneranno in presenza per le percentuali previste dal Governo e dai piani operativi. La conferma è arrivata direttamente dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che, ai microfoni di SkyTg24 ha dichiarato: «Noi lunedì nel Lazio riapriremo la scuola ma dobbiamo sapere che un margine di rischio di aumento dei contagi c'è, ed è molto serio. Stiamo spingendo per una campagna di tamponi prima della riapertura. Si dovrà andare a scuola con una certa frequenza di tamponi. A gennaio 2021, purtroppo, la curva dei contagi è altissima. Non c'è il tema di chi vuole andare a scuola e chi no. Ma c'è il Covid che rischia di far tornare una situazione di chiusure totali che dovremmo evitare. È un tema che non va affrontato con la demagogia di chi dice "è tutto semplice"».

L'Usr e il rientro
Sulle modalità di rientro si è espresso, ieri, in una nota ufficiale, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Rocco Pinneri.
«Tornare in presenza - ha scritto Pinneri - è importante per i nostri ragazzi: significa riacquistare la socialità sacrificata negli ultimi due mesi. Significa recuperare gli studenti più in difficoltà. È naturale che significhi anche, per i genitori e per gli studenti, essere preoccupati per l'eventuale possibilità di un contagio. Per questo è giusto che siate tutti informati su ciò che è stato fatto per tener sotto controllo il rischio epidemiologico. In tanti ci scrivete per avere informazioni di dettaglio, per questo riassumo di seguito quanto è stato fatto per garantire il diritto allo studio di studentesse e studenti, e per tutelare la loro sicurezza e quella del personale. Naturalmente, gli studenti certificati "fragili" dal punto di vista epidemiologico potranno continuare a frequentare integralmente a distanza. Le precauzioni dentro le scuole le conoscete bene: distanziamento di un metro tra gli studenti e di due metri tra gli studenti e i docenti; igiene delle mani e delle superfici; areazione degli ambienti.

E, ovviamente, l'uso della mascherina che è sempre obbligatorio anche quando si è seduti al banco, con l'eccezione degli studenti con disabilità (e dei bambini dell'infanzia). Si tratta di un piccolo sacrificio che porta un importante beneficio, quello della maggiore protezione di fronte a un'occasione di possibile contagio. Se le scuole erano già organizzate bene al proprio interno, grazie all'intenso lavoro dei vostri dirigenti scolastici, dei docenti e del personale negli ultimi mesi, il periodo di pausa della didattica in presenza è servito per attuare nuove misure che riguardano il mondo all'esterno della scuola. Questo grazie all'importante lavoro svolto anche dai Prefetti che hanno coordinato i tavoli provinciali, lavorando territorio per territorio».

Per quanto riguarda i trasporti, una delle principali cause che hanno posticipato il rientro a scuola, l'Usr Lazio ha comunicato che tutte le aziende del trasporto pubblico locale hanno potenziato il servizio: Cotral ha aggiunto 500 corse al giorno affittando "bus turistici", e altre ne ha aggiunte incrementando la frequenza dei passaggi dei propri mezzi; Atac sta offrendo 1.500 corse in più al giorno; Astral, società della Regione Lazio, ha concluso una gara per 1.100 corse giornaliere in più.

Le corse aggiuntive sono state inserite sulle tratte e negli orari che servono agli studenti. Inoltre, nessun mezzo potrà essere occupato più della metà dei posti. Giunti alla soglia del 50%, i mezzi di Cotral non accetteranno più passeggeri. L'affollamento dei mezzi di Atac sarà controllato da una squadra di verificatori. Le aziende e volontari della Protezione civile presidieranno le fermate e le stazioni, per controllare che non si realizzino assembramenti nell'attesa dei mezzi. Per evitare affollamenti pericolosi sui mezzi di trasporto si entrerà a scuola in due fasce orarie: alle 8 e alle 10. Conseguentemente, per evitare che si esca da scuola troppo tardi, le scuole potranno scegliere di organizzare la didattica con moduli orari di 50 minuti. Man mano, poi, che aumenterà la percentuale di tempo-scuola in presenza, potrà essere necessario, in alcuni territori, andare a scuola anche il sabato, con le dovute salvaguardie per gli studenti di fede ebraica.
Per consentire ai genitori che lo vogliano di continuare ad accompagnare i figli a scuola, e per sgravare ulteriormente i trasporti, la Regione posporrà anche gli orari di apertura dei servizi, delle attività produttive e di quelle commerciali, con alcune ovvie eccezioni (ad esempio le farmacie). Infine, per assicurare un ritorno in presenza sereno, la Regione offre a tutti i residenti la possibilità di svolgere un tampone rapido, tramite prenotazione al sito https://prenota-drive.regione.lazio.it/.

Gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado possono prenotarsi semplicemente indicando il proprio codice fiscale e la scuola di iscrizione. Gli altri residenti, incluso il personale scolastico, possono prenotarsi avendo preventivamente cura di ottenere una ricetta medica. Anche la ricetta può essere chiesta per e-mail o comunque a distanza al proprio medico curante o al pediatra, per cui si può svolgere tutta la procedura di prenotazione senza doversi recare presso lo studio medico.

La riunione
Ieri pomeriggio, intanto, si è svolta una videoriunione cui hanno presto parte l'assessore regionale all'Istruzione, Claudio Di Berardino, il direttore dell'Usr, Rocco Pinneri, i rappresentanti sindacali e dei presidi tra cui Mario Luigi Luciani, presidente di Anp Frosinone.
«È stato un confronto richiesto da tempo. Abbiamo portato al tavolo le nostre proposte e le nostre perplessità, ma ho avuto la netta impressione che poco o nulla cambierà rispetto al quadro organizzativo maturato ad oggi. Sui doppi turni, ad esempio, gli interlocutori istituzionali hanno fatto capire che non si tornerà indietro. Se un cambiamento ci sarà, sarà solamente per scelta governativa. Sui trasporti io ho fatto presente i disagi di tanti studenti che abitano in zone mal collegate della nostra provincia, soprattutto nel Cassinate e nel Sorano. Abbiamo chiesto drive in nelle scuole per accelerare sui tamponi ai ragazzi. Dispiace che non ci fossero rappresentanti degli studenti: se chiamati in causa avrebbero dato un ottimo contributo alla discussione, perché nessuno più di loro poteva rappresentare le difficoltà e i disagi».

Qualche piccolo cambiamento, comunque, dovrebbe esserci: i voucher taxi, già previsti per i docenti, saranno estesi anche al personale Ata; arriveranno alcuni fondi aggiuntivi alle scuole per la ripresa (detersivi, mascherine ecc...) e, poi, probabilmente, percentuali di entrata al 60% alle 8 e al 40% alle 10 anche in provincia di Frosinone. I presidi hanno chiesto una riduzione dell'orario per gli istituti tecnici che fanno più di trenta ore settimanali, ma sul punto non ci sono stati pronunciamenti.
«Vedremo come andrà. Noi tutti siamo per favorire le lezioni in presenza e in piena sicurezza. Tuttavia, non posso non conservare le riserve della prima ora sul piano di rientro che, così come è, è di difficile attuazione per i noti problemi».