Si sono svolti ieri mattina i funerali di Emilio Colino, il trentottenne di Esperia morto dopo un lungo ricovero necessario dopo la scoperta della positività al Covid-19. Nella chiesa di San Pietro, dove padre Bruno Palazzo ha cercato di esprimere parole di consolazione, sono risuonate le lacrime della sua famiglia e degli amici. Emilio, molto amato e apprezzato da tutti in paese e in tutta la Valle dei Santi dove era conosciutissimo grazie alla sua passione per il calcio, lascia la moglie e due bambini piccoli. Guardia giurata in servizio presso la sicurezza dello stabilimento Fca di Cassino, è morto il 5 gennaio all'ospedale "Gemelli"di Roma dove combatteva contro il Coronavirus dall'inizio di dicembre.

Pochi giorni prima del decesso la buona notizia: tampone negativo. Poi un malore che non gli ha lasciato scampo. «Una tragedia che ci ha lasciati inermi» le parole del sindaco Giuseppe Villani. Emilio era molto impegnato anche nelle varie associazioni locali per contribuire a custodire e far conoscere le bellezze di Esperia, paese a cui era legatissimo.

Situazione fuori controllo
La pandemia continua intanto a diffondersi in tutta la zona. Dopo Castelnuovo, uno dei centri più piccoli incui all'inizio dell'anno è stata superata la quota dei trenta casi, costringendo il sindaco De Bellis a prorogare la chiusura delle scuole fino al 10 gennaio, subito seguito in questa decisione dal primo cittadino di Ausonia, l'allarme è scattato anche a Sant'Ambrogio sul Garigliano, un altro piccolo centro di novecento abitanti: il sindaco Messore ieri ha ricevuto dall'Asl la comunicazione di aver raggiunto quota 16 casi. È stata effettuata la sanificazione e da oggi riprenderanno le normali attività degli uffici, chiusi al pubblico.