Il 30 dicembre scorso dal Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è arrivata una delibera del suo presidente con la quale si approva la proposta di perimetrazione dell'area contigua del versante laziale.
Il tema oggetto della delibera viene da tempo discusso soprattutto tra le amministrazioni interessate del versante laziale del Pnalm, le associazioni ambientaliste e animaliste, quelle dei cacciatori e tiene banco anche nelle comunità toccate dalla proposta di perimetrazione.

Tuttavia, l'atto emanato dal presidente del Pnalm, Giovanni Cannata, tiene conto delle delibere di giunta della Regione Lazio (in particolare la 33 del 2019) con le quali la Direzione regionale capitale naturale, parchi e aree protette ha promosso e coordinato una fase finalizzata per giungere a una proposta di area contigua il più condivisa possibile con gli enti locali interessati.
Non è un mistero che l'area contigua ha suscitato proteste e malumori mentre le varie amministrazioni interessate e cioè quelle della Valle di Comino, le uniche ad avere parte del proprio territorio nel versante laziale del Parco nazionale, cercavano di non irretire questa o quella associazione, su tutte le amministrazioni di Picinisco e Settefrati che a più riprese hanno espresso perplessità se non addirittura contrarietà all'istituzione dell'area contigua.

Di contro le associazioni ambientaliste e animaliste: era la fine dello scorso novembre quando in una nota l'associazione Salviamo l'Orso si esprimeva a favore per "garantire tranquillità e maggior controllo in una zona importante e delicata dell'areale dell'orso marsicano, una specie ridotta a numeri esigui la cui mortalità, anche accidentale, deve essere ridotta ai minimi termini per far sì che torni a popolare le montagne adiacenti al Pnalm, quali gli Ernici e i Simbruini laziali".

Ora l'iter sembra alla fine: così l'ente di Pescasseroli ha deliberato l'approvazione della proposta di perimetrazione dell'area contigua indicata nelle cartografie prodotte dalla Regione Lazio. Ma finirà?