Cosa cambierà per lo stabilimento Fca di Cassino dopo la nascita di Stellantis? Apparentemente niente, almeno nel breve-medio periodo. Come ha infatti evidenziato la Fim-Cisl presentando il report del 2020 in merito all'occupazione e alla produzione degli stabilimenti, il 2021 per Cassino sarà un anno in salita.

Perché ci sarà un modello in meno, Giulietta, e il nuovo Suv della Maserati, Grecale, andrà a regime solo alla fine dell'anno: verosimilmente a novembre. Per questo nel 2021 ancor prima che i piani industriali saranno importanti le scelte che farà la politica: prossimamente tornerà a riunirsi il tavolo nazionale sull'automotive promosso dal presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini, dove partecipano anche il ministero dello Sviluppo Economico, gli industriali, i sindaci del territorio e i sindacati.

Il nome Stellantis, dal latino "illuminare con le stelle", è comunque ottimista, nonostante la crisi nera del settore.
Ma stellari sono i numeri del nuovo gruppo: fatturato da 180 miliardi di euro, 8,7 milioni di vetture in produzione, 400.000 dipendenti. La capitalizzazione vale 43 miliardi.
Le sinergie annuali previste 5 miliardi.

I dubbi della Fiom-Cgil
Per la Fiom-Cgil non brilla affatto, invece, il futuro di Cassino. I metalmeccanici della Cgil mettono in evidenza il fatto che il sito pedemontano ha perso quasi mille lavoratori in 18 mesi e spiegano che ciò è dovuto anche al fatto che il solo segmento del lusso non garantirà mai la piena occupazione. All'indomani dell'assemblea che ha dato vita alla fusione, Michele De Palma e Francesca Re David spiegano: «La nascita del gruppo Stellantis, dalla fusione tra Fca e Psa, è un cambiamento storico per l'industria automobilistica.
Questo cambiamento in Italia può rappresentare una possibilità di invertire un trend sul piano produttivo, occupazionale. C'è un potenziale enorme di capacità di ricerca e sviluppo, di progettazione, di componentistica e di assemblaggio su cui investire. In questi mesi di emergenza il confronto costante tra Fca e sindacati ha permesso un equilibrio per la tutela degli interessi dei lavoratori e dell'azienda su cui è necessario ora andare avanti con il nuovo corso di Stellantis.

Il confronto con l'amministratore delegato spiegano i sindacalisti è un passo decisivo per un nuovo corso per lavorare a garantire l'occupazione degli operai. Il futuro dell'auto è una questione strategica che non riguarda solo Fca ma la componentistica tutta, e più in generale avrà l'effetto di determinare se l'Italia continuerà ad essere un Paese industriale, oppure no. La nascita di Stellantis - concludono - può rappresentare un punto di svolta».

Palombella della Uilm
La Uilm, il segretario più rappresentativo in Fca, interviene direttamente con il segretario nazionale Rocco Palombella, che dice: «La nascita di Stellantis presenta sia opportunità sia rischi per la nostra industria. Ogni fusione nasconde anche dei pericoli, se non altro per via delle naturali sinergie che col tempo si sviluppano. A tal riguardo abbiamo ricevuto la formale rassicurazione di Fca che la fusione non determinerà chiusure, ma di certo sul lungo termine l'Italia dovrà saper fare sistema per assicurarsi un ruolo da protagonista. Nel prossimo futuro - concludono dalla Uilm - ci aspettiamo di incontrare Stellantis per instaurare un proficuo confronto sul futuro e per conoscere l'amministratore delegato Carlos Tavares».

Ma a Cassino si aspetta. Al parte le versioni ibride di Giulia e Stelvio, il Grecale arriverà a novembre. Ecco allora che solo un pieno sfruttamento della gamma del lusso potrà far tornare la piena occupazione.