Quasi mille lavoratori persi e quasi il 10% in meno della produzione, rispetto al 2019, nel corso dell'anno che lo stabilimento Fca di Cassino si è appena lasciato alle spalle: il "terribile" 2020. E per il 2021 le prospettive non sono delle migliori: il nuovo modello arriverà ed è quindi previsto un ulteriore calo della produzione.

Il report
A snocciolare le cifre è stato il segretario nazionale della Fim-Cisl, Fernando Uliano, nel corso della conferenza stampa di ieri dove ha illustrato il report dei quarto trimestre dell'anno e più in generale del 2020.
I numeri sono impietosi, per tutto il gruppo ma soprattutto per Cassino, «lo stabilimento più in sofferenza in termini di volumi e che rappresenta certamente una priorità per il sindacatoe dovrà esserlo anche per i futuri piani industriali di Stellantis.
Vista la presenza di questo stabilimento nel settore premium ha sottolineato Uliano se il gruppo Stellantis vuole aumentare la propria capacità produttiva in questo segmento dovrà investire ulteriormente con altri prodotti». Poi il sindacato ha messi in rassegna i numeri: nel corso del 2020 sono stati prodotti 53.422 modelli contro i 58.772 dell'anno precedente. Per trovare numeri analoghi al 2020 bisogna andare a ritroso al 2014: in quell'anno Cassino chiuse con 51.000 modelli ma sulle linee c'era solo Giulietta. Ora, invece, la compatta di segmento C, esce fuori di produzione.
Nel 2021 toccherà a Giulia e Stelvio modelli per i quali sono previste a breve le versioni ibride mantenere acceso il motore dello stabilimento di Piedimonte San Germano.

Suv a fine 2021
E Grecale, il Suv della Maserati? Dalla conferenza stampa del sindacato giungono notizie preoccupanti.
La produzione non inizierà a giugno, come si prevedeva in un primo momento, ma "molto probabilmente partirà sulle linee di produzione non prima di novembre 2021 e questo ha sottolineato Uliano significa che per tutto il 2021 la situazione di sofferenza nei volumi produttivi continuerà». Il sindacalista, a tal proposito ha fatto anche una previsione, per l'anno in corso: «Attualmente lo stabilimento cassinese viaggia al 10% della propria potenzialità produttiva. Nel 2021 la situazione produttiva in termini di volumi peggiorerà ulteriormente di circa il 20%, venendo a mancare la produzione della Alfa Romeo Giulietta, cessata lo scorso dicembre. Sono 11.116 le Alfa Romeo Giulietta prodotte nel 2020.
Per tutto il 2021 continuerà l'utilizzo di ammortizzatori sociali per mettere in sicurezza l'occupazione».

La cassa Covid
Già, gli ammortizzatori sociali. Fino al 28marzo si farà ancora ricorso alla "cassa Covid", poi a Cassino scatterà la "solidarietà. Questo nonostante i circa mille pensionamenti e nessuna nuova assunzione negli ultimi 18 mesi. Dice Uliano: «Nel corso dell'ulti mo anno e mezzo c'è stata una riduzione di 900 dipendenti, passando da circa 4300 a 3.400 e questo non è bastato a ridurre l'utiliz zo di ammortizzatori. Naturalmente gli impatti sull'indotto sono altrettanto pesanti. Le produzioni di Giulia e Stelvio, vengono svolte su un unico turno centrale, e hanno raggiunto nel 2020 le 42.306 unità (-8,3%). Nel 2017 nel massimo della produzione delle due AlfaRomeo avevanosuperato le 100.000 unità». La conferenza stampa del sindacato è giunta all'indomani del giorno che ha dato vita alla fusione di Fca e Psa e, di fatto, alla nascita del gruppo Stellantis che si con cretizzerà entro il prossimo 18 gennaio.

Poi ha dettagliato: «Nel 2021 si attendono i lanci produttivi del Suv Alfa Tonale e il Suv Maserati Grecale, indispensabili per saturare le produzioni negli stabilimenti di Pomigliano e Cassino, ma nel prossimo piano industriale è indispensabile chiarire le prospettive e gli investimenti futuri di questi due stabilimenti che non hanno ancora raggiunto la piena occupazione. È necessario poi affrontare il tema della fabbriche che producono motori diesel per costruire le condizioni di salvaguardia delle prospettive industriali e occupazionali, prevedendo anche piani di riconversione produttiva se necessario. È importante che la nuova Stellantis utilizzi i punti di eccellenza nel lusso e nel segmento premium su cui Fca è in posizione più avanzata per rafforzare ulteriormente la sua presenza anche con altri marchi. Infine un monito al Governo centrale, che suona come un campanello come per i governi dei territori e alla politica in generale. Conclude Uliano: «Ci aspettiamo inoltre che il governo italiano svolga un ruolo positivo e attivo per il rafforzamento della presenza del settore dell'auto nel nostro Paese con particolare attenzione al gruppo Stellantis, per l'impor tanza che un settore come quello dell'automotive rappresenta in termini occupazionali e tecnologici ma anche che indirizzi con attenzione le risorse del Recovery Plan in favore della transizione ecologica».