Sarà l'autopsia a chiarire ogni dubbio sulla morte di Luciano Molin, 46 anni, di Frosinone. L'esame autoptico si è svolto ieri con l'obiettivo di dissipare ogni dubbio sulla causa della morte, allo stato ignota, e per verificare se ci siano state eventuali negligenze nel momento in cui il paziente è stato in ospedale.

Ricordiamo che per tre volte Molin è entrato in ospedale perché non stava bene. Per due volte è stato rimandato a casa. La terza volta è morto. Il 28 dicembre scorso. Intanto domani verrà dato l'ultimo saluto al frusinate, sposato e padre di una bambina. I funerali alle 15 nella chiesa Sacra Famiglia.

La famiglia, che si è affidata all'avvocato Nicola Ottaviani, vuole vederci chiaro su cosa sia accaduto quando il loro caro per ben tre volte è stato visitato dai sanitari, le prime due al San Benedetto di Alatri, la terza al Fabrizio Spaziani di Frosinone. Luciano si sente male una prima volta il 10 dicembre e si reca all'ospedale di Alatri: accusa un malessere diffuso e nausee. In ospedale gli prescrivono degli esami all'esito dei quali gli riscontrano un calo di alcuni valori biologici. I medici, però, decidono di non ricoverarlo, così Molin fa ritorno a casa.

I dottori, tuttavia, gli consigliano di stare sotto controllo e di tornare a farsi visitare dopo alcuni giorni. Così l'11 torna a casa, ma continua ad avere problemi. Il 21, infatti, dentro casa l'uomo è vittima di un incidente domestico a seguito di una caduta dal letto si produce la frattura del femore. Torna, questa volta soccorso dal 118, per la seconda volta all'ospedale di Alatri. Malgrado la frattura, i medici non lo ritengono immediatamente operabile perché la situazione clinica deve essere monitorata e gli prescrivono un tutore di 30 giorni in attesa di valutare l'evoluzione e sottoporlo a intervento chirurgico.

Tuttavia, secondo la denuncia dei familiari, non è chiaro il motivo per cui il loro caro ha perduto i sensi a distanza di sette giorni dal primo ricovero. Il giorno di Natale Molin si risente male ed entra in ospedale, questa volta a Frosinone. Ma lì le condizioni di salute si aggravano improvvisamente: il 28 dicembre il decesso.