Anagni demografica, saldo nettamente negativo nell'anno del covid. Ma se si analizza il trend è una costante la diminuzione dei residenti. Dati e numeri che sono di una chiarezza massima. La popolazione residente nella città dei papi, che al 1 gennaio 2020 era di 21.071 unità, ha subito una brusca riduzione per effetto del saldo negativo tra i nati (177) ed i decessi (245) registrato al 31.12.2020. Nel 2001 i residenti nella già Regina degli Ernici erano 19.134; la lenta crescita e soprattutto l'immigrazione avevano favorito il superamento dei 21mila.

I 68 in meno tra i nati ed i deceduti appaiono oggi significativi, soprattutto considerando che i primi hanno risentito delle nascite nelle famiglie non originarie della Ciociaria. Alla fine dell'ottobre scorso, inoltre, Anagni ospitava 742 residenti non italiani, di provenienza extracomunitaria. Aggiungendo ai 742 il numero imprecisato di cittadini rumeni, comunitari quindi non compresi in detto elenco, è possibile anzi più che probabile, che la popolazione anagnina con cittadinanza italiana sia inferiore alle 20.000 unità.

La riflessione
Valutazioni e considerazioni che, indubbiamente, non vanno prese sottogamba alla vigilia del possibile rilancio urbanistico. La necessità di ulteriori abitazioni potrebbe essere ridotta se non azzerata, e se le nuove palazzine sono state edificate grazie ad interpretazioni addirittura disinvolte delle norme e dell'attualità accreditabili all'avvento del centrodestra, è necessario rivedere standard e strategie.

Per favorire il rilancio occupazionale nel settore edile è imperativo intervenire sui restauri, consolidamenti e quant'altro agevolati dalle recenti norme fiscali. L'assessorato all'urbanistica, di cui è titolare l'avv. Vittorio d'Ercole (Lega) pure vice sindaco, è protagonista di ardite iniziative; che vanno accelerate, e naturalmente adeguate ed attualizzate. Un dato che deve far riflettere.